Solo veterani che possono permettersi di aspettare, e alcuni restricted free agent pregiati tra i giocatori ancora disponibili sul mercato NBA a oggi. E in attesa che un nome importante come Bradley Beal risolva come probabile il suo contratto coi Phoenix Suns, per aggiungersi alla lista.
Chris Paul, Malcolm Brogdon, Russell Westbrook e Al Horford guidano il gruppo dei superveterani. CP3 è la prima scelta di squadre che cercano una point guard di rotazione e persino titolare, Paul vorrebbe terminare la sua illustrissima carriera a Los Angeles o nell’area, per restare vicino alla sua famiglia. Clippers e Lakers ci pensano ma non sono le uniche, anche i Milwaukee Bucks sarebbero interessati.
Brogdon, sesto uomo dell’anno NBA nel 2022 e già rookie dell’anno, sarà il premio di consolazione per chi non arriverà a Chris Paul. Mentre Russell Westbrook, dopo aver trattato coi Sacramento Kings a inizio free agency, resta per ora senza particolari pretendenti dopo aver deciso di uscire dal suo contratto con i Denver Nuggets. Al Horford sembrava diretto dapprima ai Lakers che si sono poi ritrovari disponibile Deandre Ayton, e ai Nuggets che hanno poi virato (non senza difficoltà) su Jonas Valanciunas. Per Big Al le prospettive ora sono un ritorno a Boston per un altro anno oppure un’ultima stagione in una squadra come i Golden State Warriors. Oppure il ritiro.
Ben più interessante il mercato dei restricted free agent. Josh Giddey, Jonathan Kuminga e Quentin Grimes i tre nomi più importanti a cui aggiungere Cam Thomas dei Brooklyn Nets. Giddey cerca con i Bulls un contratto da almeno 30 milioni di dollari annui, Chicago ha abbastanza spazio salariale per accettare e le parti si accorderanno, ma nelle ultime ore un’altra squadra che potrebbe fare un’offerta è emersa: gli Utah Jazz hanno scaricato anche il contratto di John Collins, spedito ai Clippers, e una volta risolto il contratto di Kevin Love arrivato da Miami nello scambio, potrebbero fare la loro proposta alla point guard australiana ex Thunder. I Jazz sono ancora nella prima fase della loro ricostruzione, hanno scelto Ace Bailey al draft, hanno Lauri Markkanen e Walker Kessler ma non una point guard di livello. Per Josh Giddey potrebbero proporre ai Bulls una sign and trade con delle scelte future al draft da inserire.
Jonathan Kuminga doveva essere una delle tessere del domino più fondanti di questa free agency. E invece non s’è mosso nulla. Miami Heat, Chicago Bulls e Utah Jazz si sono dimostrate titubanti e a questo punto da considerare fuori dalla corsa. Gli Heat hanno prelevato via trade dai Clippers Norman Powell che sarà in scadenza tra un anno, una mossa poco comprensibile, e dovrebbero ora concentrarsi sullo scaricare i contratti di Andrew Wiggins e Terry Rozier. I Bulls dovranno chiudere per Giddey evitando sorprese e dedicarsi quindi a cedere Nikola Vucevic da qui alla trade deadline di febbraio. E per il resto sviluppare giocatori come Matas Buzelis e Noa Essengue. Per arrivare a Kuminga senza rinunciare a Josh Giddey, i Bulls dovrebbero mettere in piedi una sign and trade per l’ala degli Warriors includendo Vucevic o Coby White (da escludere Pat Williams e il suo contratto troppo lungo e indigesto) e almeno una prima scelta futura al draft. Ma al momento non sono arrivati segnali in questo senso, neppure minimi.
Il vincitore della lotteria dei restricted free agent potrebbe essere Quentin Grimes. Scaricato da Dallas che non avrebbe potuto rifirmarlo, Grimes ha sfruttato la seconda parte della scorsa stagione ai Sixers per farsi vedere e ora potrebbe valere sul mercato un contratto da 20-25 milioni di dollari l’anno. Philadelphia non pareggerà alcuna offerta per l’ex Knicks per non dissanguarsi, forte anche del fatto che di squadre con margine salariale sufficiente per firmare altri free agent non ce ne sono. A parte i soliti Utah Jazz che potrebbero crearne liberandosi di Kevin Love e Jusuf Nurkic, entrambi in scadenza e che non rientrano nei piani.

