Archiviato l’All Star Weekend e con le squadre in piena volata per conquistare le posizioni che contano in ottica playoff, vediamo quali franchigie si sono distinte in positivo e negativo nelle ultime due settimane (praticamente dalla settimana giocata prima della pausa ASG a quella successiva al rientro in campo dopo la pausa): è il momento del Team caldo e freddo della settimana!
Peggior team della settimana: Washington Wizards, 2-6 dallo 08/02 al 28/02
Una squadra è palesemente e universalmente riconosciuta come LA squadra in crisi dell’ultimo periodo: i Washington Wizards. La squadra di Wall dopo un grande inizio di stagione che soprattutto inizialmente l’ha vista come favorita alle primissime posizioni della Eastern immediatamente a ridosso dei Raptors e prima della totale esplosione degli Hawks, vive dagli inizio di Febbraio una preoccupante fase di involuzione di gioco, di tenuta difensiva e di rendimento dei propri giocatori migliori, unita a una serie di infortuni (ultimo quello di Pierce) e alla partenza di Andre Miller che a parere di chi scrive riusciva comunque a imporsi da leader e equilibratore in un gruppo comunque giovane sebbene rodato a certi livelli già dalla scorsa annata. Il periodo che prendiamo in esame, dal 9 febbraio alla notte scorsa, vedeva inizialmente i Wizards impegnati nella notte del 9/02 contro i Magic, squadra già in vacanza e proiettata al prossimo anno. 96-80 con Rasual Butler miglior marcatore (15 punti) e John Wall in tripla doppia solo sfiorata con 9 punti, 10 rimbalzi e 10 assist. La vittoria arriva nonostante un 28% dalla lunga distanza e un numero horror di palle perse:20. Caso o problema serio? La risposta due notti dopo, l’11, quando si vola a Toronto dove arriva una dolorosa sconfitta per 95-93 nella quale nulla può Wall che cerca di tenere i suoi a galla con 21 punti. Dall’altra parte però Low Williams è devastante dalla panchina e ne mette 27. Wizards che tirano con il 24% dalla lunga distanza e perdono 16 palloni (5 il solo Wall). Pausa All Star Game e riposo per la squadra della Capitale, che rientra in campo per la notte del 20 Febbraio, nella quale arriva una pesantissima sconfitta per via dei Cavaliers, capaci di imporsi sul parquet Wizards per 127-89: 38 punti di scarto e 30 punti di media (o quasi) concessi in tutti i quattro parziali (35-30-29-33). Nella mediocrità del team emerge solo Nenè con 18 punti, ma il gap è tale da non concedere la vetrina a nessun giocatore di Washington. 1-16 dalla lunga distanza: può bastare per evidenziare il momento assolutamente no della squadra? La notte del 22 Febbraio arriva un’altra sconfitta con ampio margine, a domicilio e per mano dei Pistons, che trionfano per 106-89. A salvare la faccia è Gortat che va in doppia doppia da 24 punti e 10 rimbalzi, ma l’esuberanza e la fame di Detroit non fa sconti e arriva la terza sconfitta consecutiva, figlia anche del dominio Pistons a rimbalzo (51-43) con Drummond e Monroe a banchettare nel pitturato. Ma le sconfitte non si fermano qui, arrivando fino a 6 dopo le sconfitte contro i Warriors, per 114-107 con 25 punti di Pierce che però si fa male sul finire della partita ( e 5/18 di squadra dalla lunga distanza e addirittura 26 palle perse, 8 di Wall), contro i Timberwolves per 97-77 (13 di Porter miglior marcatore, 4/18 dalla lunga distanza e altra sconfitta sotto le plance per 53-43 ), e la più umiliante per mano dei Sixers che vincono 89-81 in casa (doppia-doppia per Wall da 24 e 11 assist ma 4/17 da 3 e solo 3 uomini in doppia cifra). La ferita sembra essersi chiusa la scorsa notte, con la vittoria e rivincita annessa sui Pistons, 99-95 sul proprio campo e ancora Wall sugli scudi. Non a caso in questa vittoria scaccia-crisi la percentuale da 3 migliora (35% con 7/20) , le palle perse scendono e di molto (12) e Paul Pierce è rientrato a tutti gli effetti in rotazione dopo l’infortunio che l’ha tenuto fuori nelle 2 partite precedenti. Lo score di Washington nelle ultime 10 è comunque eloquente: 3 vittorie a fronte di 7 sconfitte, record di 34-26 a e 1 sola partita e mezza di vantaggio sui sorprendenti Milwaukee Bucks che sognano il sorpasso. Quinto posto assoluto nella Eastern Conference, e i giorni da inseguitori dei Raptors alla vetta dell’Est sembrano davvero lontani. Finisse oggi la stagione l’accoppiamento sarebbe dei più proibitivi, contro i Cavaliers, e probabilmente finerebbe già al primo turno la stagione del team della Capitale.La chiave della squadra finora, John Wall, ha tirato piuttosto male nel periodo preso in considerazione: 48-125 dal campo ma 77 assist, frutti di un momento abbastanza delicato al tiro senza però perdere le sue doti di playmaker e il suo trovare sempre il compagno giusto. A lui si aggrapperanno i Wizards per uscire dalla crisi.. Ma le notizie cattive non finiscono qui: all’orizzonte ci sono Bulls, Heat, Bucks, Hornets e Grizzlies: 3 team sul 50% e 2 squadre in piena lotta per le ultime posizioni valide per i playoff. Probabile che queste 5 partite ci diranno in maniera definitiva se il momento duro è alle spalle (e la vittoria di stasera potrebbe essere sintomatica in tal senso) o effettivamente c’è qualcosa nella struttura del team che inizia a vacillare.
Miglior team della settimana: Indiana Pacers, 5-2 dal 5/02 al 28/02
All’estremo opposto rispetto ai Wizards, ovvero con un inizio tutt’altro che entusiasmante, una rosa decimata dagli infortuni e una classifica a dir poco deludente a inizio anno ma finalmente in forma nell’ultimo periodo, troviamo ora gli Indiana Pacers. La squadra di Vogel è riuscita a tamponare i danni nella fase peggiore della stagione causa infortuni (quelli di West e di Hill ha tolto praticamente metà del potenziale offensivo al quintetto) e si appresta a vivere la volata playoff con una ritrovata verve degli uomini migliori e un Paul George che pressa per rientrare quanto prima e rischia di rendere Indiana una pericolosissima rivale anche per gli Hawks, è sempre nel caso in cui riuscisse a sbaragliare la concorrenza di Hornets, Celtics, Pistons e Nets. Prima partita che prendiamo in esame è la vittoria sul campo degli Hornets nella notte dell’8 Febbraio: contro un team diretto concorrente nella lotta all’ottavo posto, gli Hornets privi di Kemba Walker, arriva la vittoria per 103-102 in trasferta, grazie al tiro quasi allo scadere di George Hill, che a 13 secondi dalla sirena penetra sul lato destro, supera in palleggio il canestro per poi trovarsi senza difensore davanti e voltarsi rapidamente per il jumper a una mano. Charlotte sbaglia l’ultimo tiro e Indiana coglie una vittoria fondamentale, arrivata grazie a 5 uomini in doppia cifra guidati dai 22 dalla panchina di CJ Watson, 15 di Stuckey, West e Scola e 11 dell’autore del tiro decisivo. Chi di buzzer beater ferisce, di buzzer beater perisce: la notte dopo a violare il campo di Indiana cogliendo la 1000esima vittoria in carriera è Gregg Popovich, che ringrazia il nostro Marco Belinelli che riceve in angolo a 5 secondi dalla fine, finta il tiro e batte in palleggio il difensore in recupero: solo cotone, 95-93 Spurs. Indiana non gioca male e conferma gli incoraggianti passi in avanti dell’ultimo periodo, perdendo pochi palloni (12) e tirando con le stesse percentuali dei vincenti di serata, sia da 2 che da 3. Anche a rimbalzo Hibbert e West spazzano via tutto e contribuiscono al 50-42 sotto le plance che dovrebbe condurre alla vittoria ma non fa i conti con la quasi perfezione degli Spurs che gestiscono l’ultimo possesso con calma olimpica e portano a casa una vittoria pesantissima viste le ambizioni di ottavo posto dei rivali e la delicata situazione nella Western che si sta profilando dopo il recupero dei Thunder. A inseguire gli Spurs ci sono anche gli avversari dell’11 notte dei Pacers, i Pelicans privi di Anthony Davis e battuti per 106-93 grazie a un West quasi perfetto (8/9 dal campo) e a un Hill da 4/5 dalla lunga distanza. Stuckey e Solomon Hill danno il loro contributo (16 e 12) e Indiana può esultare. Così come può fare nella prima partita dopo la sosta dell’ASG, in quel di Philadelphia, archiviata con un 106-95 in cui il protagonista assoluto è Stuckey, che realizza 30 punti dalla panchina e guida una second-unit da 61 punti totali (16 di Scola e 10 di Rudez). Nel quintetto si salva CJ Miles (17 punti) e più in generale il 50% di squadra al tiro rende abbastanza agevole la vittoria degli uomini di Vogel.
La vittoria più prestigiosa però è quella del 22 Febbraio, dove a cadere in casa Pacers sono i Warriors privi di Steph Curry. Thompson cerca fino alla fine di tenere i suoi a galla (39 punti), ma Stuckey in back-to-back realizza un altro trentello pieno dalla panchina (11/17 dal campo) e segna i canestri più importanti di un ultimo quarto che corre sulla via della rivalità con il Klay nazionale americano. Indiana tira anche bene da 3 (8/19 dal campo) e riesce a spuntarla per una vittoria dal sapore di impresa. Impresa che non si ripete la notte del 24 Febbraio, in cui i Pacers si inchinano alla tripla-doppia di Westbrook che conduce i suoi al 105-92 figlio anche del 57-48 a rimbalzo che per una volta vede i Pacers soccombere.
A tendere la mano a Indiana però è l’infermeria dei Cavs, che richiama a sè Lebron e Irving lasciando al solo Love il compito di tenere in piedi la squadra: ne esce un importante 93-86 per Indiana nella notte del 27 Febbraio, con 8 uomini su 9 a referto e Hill in tripla doppia da 15 punti, 10 rimbalzi e 12 assist (nonostante il 4/15 dal campo).
Il record delle ultime 10 dice 7-3, esattamente contrario ai Wizards, protagonisti in negativo della rubrica, e l’ottavo posto dei Nets dista solo mezza partita. Il calendario ora dice Philadelphia e New York nelle prossime 2, e sono partite assolutamente da vincere per proseguire a coltivare il sogno ottavo posto. Poi Bulls, di nuovo Knicks, Magic, Bucks e Boston. Insomma, tolta una Chicago comunque priva di Rose e quindi meno pericolosa, la schedule dice 2 volte NY penultima, Philadelphia ultima, Orlando terzultima e Bucks e Boston, due team assolutamente alla portata e in lotta per le ultime posizioni playoff.
E sullo sfondo resta il rientro Paul George, che 3 giorni fa ha interamente svolto l’allenamento con i compagni mettendo fretta coach Vogel che continua a predicare calma però: la voglia di schierarlo c’è ma se la squadra dovesse reggere nelle prossime 6-8 partite (tutte alla portata), il ritorno sarà ancora più cauto e potrebbe rivelarsi un vero crack, da far tremare anche gli Hawks potenziali avversari di primo turno.
Per Nbapassion
Luca Mazzella

