Eccoci alla rubrica per il team più caldo e il team più freddo della settimana! Due squadre su tutte da Domenica 10 Gennaio a Sabato 17, nostro periodo di riferimento, hanno meritato la menzione per questa settimana: gli Atlanta Hawks e gli Indiana Pacers, per motivi opposti ovviamente. Veniamo nel dettaglio:
BEST TEAM: ATLANTA HAWKS, 5-0 dall’11/01 al 17/01
Atlanta, leader della Eastern Conference e reduce da 12 vittorie consecutive, 26 delle ultime 28 dal 27 Novembre ad oggi, 16-3 in casa,17-5 in trasferta (miglior record esterno in NBA), secondo record della Lega, e 12 vittorie consecutive lontano dal parquet di casa. Serve altro per descrivere il miracolo di Budenholzer? Gli Hawks non sono il team che riempie il palazzetto, fa 120 punti a partita e regala giocate da top 10. Gli Hawks sono tremendamente concreti, poco spettacolari (ma hanno comunque ottimi atleti come Horford e Millsap oltre a Scott dalla panchina) ma organizzati al massimo. Qualcuno li ha definiti gli Spurs della Eastern, ma forse la chimica di squadra ha raggiunto livelli persino superiori, se consideriamo che non ci sono Duncan, Ginobili e Parker, anche se le loro veci sono magnificamente fatte da Horford, Millsapp/Korver e Teague, ma la cosa che più si fa apprezzare resta di certo l’avere tantissimi leader e protagonisti diversi ogni sera, quindi ridurre a 4 giocatori il sistema Hawks sarebbe riduttivo. Questa settimana e’ stata davvero la prova di maturita’ della squadra, impegnata per 5 volte in 7 giorni e in campi di dirette concorrenti per la vetta e il titolo finale della Eastern Conference.
La prima sfida, Domenica 11, vedeva gli Hawks impegnati in casa contro i Wizards, per un 120-89 che non lascia assolutamente spazio a dubbi su chi sia la squadra da battere ad oggi. Korver sugli scudi con 19 punti e 5/7 da 3, Carroll con 16, Horford con 15, Antic con 12 ma in tutto 8 uomini in doppia cifra (e Sefolosha a 9), 16/31 dalla lunga distanza e 34 assist di squadra. Numeri incredibili che solo lontanamente dicono il dominio su una Washington messa letteralmente in ginocchio. Notte di riposo, e martedi’ 13 si va sul campo dei non irresistibili Sixers: per complicare le cose Budenholzer fa riposare Millsap, Teague e Antic, ma la sostanza non cambia. 105-87, ancora 34 assist di squadra, prima tripla doppia in carriera per Al Horford con 21-10-10, Korver da 15 e Mack dalla panchina con una doppia doppia da 12 e 10 oltre a 13 di Shroeder, play titolare vista l’assenza di Teague. Il giorno dopo il viaggio prosegue e si va a Boston, questa volta senza Horford e Korver: finisce 105-91, con Carroll da 22 punti, Millsap con 18 e 10 e Teague da 22, guarda caso i 2 che avevano riposato la notte prima contro i Sixers. Il tempo di rifiatare il giusto, e arriva il primo dei 2 impegni tosti della settimana, sul campo dei Raptors finalmente al completo. Dominio totale, 110-89 con 12/23 da 3, Horford con 22 sugli scudi e un ottimo contributo dalla panchina con Bazemore che ne mette 10 con 3/3 dalla distanza. Il vero banco di prova arrivava nella notte appena passata, dove il viaggio stavolta toccava la citta’ del vento, Chicago. 107-99 con Korver miglior marcatore a quota 24 e 7/9 da 3, Teague da 17 e 11 assist, e Horford a 22 e 9 rimbalzi. Settimana perfetta, gerarchie scritte e sottoscritte, ma soprattutto alcuni numeri spaziali:
– 61/132 da 3;
– Korver, uomo copertina della settimana, finalmente a suo agio come giocatore di sistema, 19/28 dalla lunga distanza;
– 2 volte Horford, una volta Carroll, 2 volte Korver.. i migliori marcatori della settimana. SISTEMA sembra la parola adatta, perche’ difficilmente questi giocatori avrebbero la stessa efficienza altrove.
Dove possono arrivare? Difficile dirlo con altre 40 partite di RS da giocare e un tabellone da riscrivere visti i cali di Bulls e Raptors e la risalita di Pistons e Hornets, ma questa statistica fa ben sperare: gli Hawks sono l’11esimo team nella storia NBA a toccare quota 12 vittorie consecutive. 7 degli ultimi 10 a riuscirsi sono arrivati alle Finals NBA, 4 hanno vinto il titolo. Sognare non e’ poi cosi’ difficile.
WORST TEAM: INDIANA PACERS, 0-4 dall’11/01 al 17/01
Andiamo a Indiana, dove troviamo il peggior team della settimana. Durissimo momento in casa Pacers, che hanno perso le 4 partite che li vedevano impegnati in settimana, e la cosa peggiore e’ che sono arrivate contro avversari diretti o meglio direttissimi. Domenica 11 i Pacers sono stati capaci di perdere in casa dei Sixers per 93-92, tenuti in partita dal solo West con 28 punti ma traditi dai propri esterni capaci di tirare con 4/18 dalla lunga distanza, per un misero 22%. Il peggio doveva ancora venire, visto che martedi’ 13 i Pacers sono riusciti a spezzare la striscia di sconfitte dei Timberwolves, venuti a Indiana convinti di perdere per l’ennesima volta ma incappati nella serata storica di Mo’ Williams, capace di metterne 52 dal campo. Ancora una volta, 5/18 da 3, troppo poco per essere pericolosi. Le ultime 2 sconfitte restano la vera macchia della settimana di Indiana. Venerdi’ 16 sono arrivati i lanciatissimi Pistons, vincenti per 98-96 e guidati, ancora una volta un esterno contro i Pacers, dai 37 di Jennings. La ciliegina arriva nella notte, con gli Hornets privi di Walker e Jefferson e capaci di imporsi per 80-71 dopo 1 tempo supplementare, grazie al 2/21 da 3 di Indiana che adesso si trova sotto i Pistons, gli Hornets appunto, e vicini ai Celtics non fosse altro che da Boston sembrano non applicarsi a rimontare posizioni in questo momento. Il vero peccato e’ vedere i Nets in pessimo stato di salute e i Pacers non riuscirne ad approfittare, anche perche’ ad eccezione di questi Hawks, West e Hibbert + George (che in settimana e’ tornato a schiacciare) erano pessimi avversari da incontrare per TUTTI. Un ultimo dato a evidenziare quanto PG manchi in questo momento: i Pacers hanno preso 54 rimbalzi a Philadelphia (contro i 44 dei padroni di casa), 41 contro Minnesota (34 per i T’Wolves), 44 contro i Pistons e 56 nella notte contro gli Hornets. Il totale dice 195, la media e’ di quasi 49 a partita. Per intenderci, OKC comanda la classifica per team in media rimbalzi con 46.6 a partita. Uniamo questo dato al 17/75 da 3 e capiamo che, sebbene Hibbert continui a essere in involuzione e West abbia un’eta’ non da poco, il vero problema per Vogel non si trova sotto le plance.
Per NbaPassion
Luca Mazzella



