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Team USA, Colangelo: “Kobe potrebbe chiudere a Rio”

di Luigi Ercolani

E se Kobe chiudesse la carriera alle Olimpiadi brasiliane del 2016? Dal Larry Bird di Barcellona ’92 al Kobe Bryant di Rio de Janeiro 2016 potrebbe esserci un filo conduttore che lega le storie di due grandi campioni che, dopo stagioni travagliate a causa di seri infortuni, salutano il basket giocato sul palcoscenico più importante del pianeta.

L’idea non è di una persona qualsiasi, ma di Jerry Colangelo, un tempo executive dei Phoenix Suns e dal 2005 deus ex machina del rilancio di USA Basketball dopo le troppe magre figure rimediate dalla nazionale a stelle e strisce in campo internazionale all’inizio del nuovo millennio. L’italo – americano, stando a quanto riporta James Herbert di cbssports.com: “Se farà un grande anno, sarà una splendida storia quella di provare a chiudere la carriera vincendo una medaglia d’oro”. E questo indipendentemente dalla presenza di Kobe al camp di Team USA a Las Vegas.

kobe

A dire la verità, i due protagonisti hanno già parlato in giugno, durante una conferenza stampa a New York, di quello che potrebbe un vero e proprio coup de theatre, in grado perché no di portare i riflettori della competizione multidisciplinare pressoché interamente sulla palla a spicchi, come solamente l’originale (e unico) Dream Team fu in grado di fare. E questo perché, nonostante tutto, Kobe è un’icona mondiale, trasversale, conosciuta anche da persone che di basket hanno visto poco o nulla.

 

Colangelo ha detto che, in caso di stagione positiva, le porte rimarranno aperte per il pentacampione NBA, anche se ha aggiunto che la concorrenza sarà altissima. Sono infatti 34 i giocatori chiamati da coach K per partecipare alla selezione di quello che si preannuncia l’ennesimo squadrone che farà il vuoto e lascerà agli altri solo le briciole. Ma Kobe non ha paura della competizione, come ha già dimostrato più volte nella sua carriera: qui nessuno si è scordato che ha già vinto due ori (2008 e 2012) e che dalle sue mani partì la rimonta del Redeem Team a Pechino contro la Spagna di Gasol. In più, il suo rapporto con coach K è ottimo sin da prima del suo approdo nella Lega, tant’è vero che Duke fu l’unica candidata plausibile per il talento da Lower Marion, anche se quest’ultimo poi scelse il salto diretto alla high school al professionismo. Insomma, la caccia è aperta.

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