Da venditore ambulante alla NBA, dalla NBA all’All Star Game, ne ha fatta di strada il giovanissimo Giannīs Antetokounmpo, secondogenito di una famiglia nigeriana emigrata in Grecia in cerca di una nuova vita.
I genitori Charles e Veronica Adetokunbo (questo è il vero cognome della famiglia, trasformato poi in Antetokounmpo per “grecizzarlo”, una volta acquisita la cittadinanza) si sono sempre impegnati in diversi lavori per sbarcare il lunario per le strade del quartiere di Sepolia ad Atene. Tra fame e razzismo, la vita da clandestini degli Adetokunbo non era per niente facile e costringeva pure i 2 figli della coppia, Thanasis (anche lui cestista con un brevissimo passato in NBA ed in D-league) ed il più piccolo Giannis, a lavorare con loro.
Come si può immaginare non hanno avuto un’infanzia degna di nota, ma un bel giorno, nel 2012, il Filathlitikos, squadra di pallacanestro militante nella seconda serie greca, ha notato entrambi i fratelli, in particolar modo per Giannis. Qui il suo talento ha spiccato letteralmente il volo e dopo soltanto una stagione è stato reso eleggibile al Draft Nba del 2013 e selezionato dai Milwaukee Bucks come 15esima scelta assoluta.

Nella notte NBA, Giannis Antetokounmpo ha messo a referto la sua sesta tripla doppia stagionale.
Giannīs Antetokounmpo è un’ala piccola/playmaker formidabile, è alto 2 metri e 11 ed è dotato di un’esplosività spaventosa. Spesso è protagonista di schiacciate mozzafiato e di giocate caratterizzate da un atletismo imbarazzante che gli sono “costate” una serie di soprannomi stravaganti come “The Greek Freak” ovvero “Il Fenomeno Greco”. La cosa straordinaria è che, piuttosto spesso, viene “sfruttato” come Playmaker, per le sue grandi doti da passatore: insomma, questo ragazzo è un fenomeno della natura a tutti gli effetti ed ha ancora un enorme margine di crescita, considerando che ha appena compiuto 22 anni.
Un altro aspetto importante è la presenza di Jason Kidd sulla panchina dei Bucks. Il coach crede molto nelle possibilità del greco e sta costruendo il gioco della squadra intorno a lui; tutto questo potrebbe favorire notevolmente la sua ascesa, fino a farlo diventare uno dei 5 migliori giocatori della lega. Attualmente sa fare tutto dalle stoppate alle schiacciate, dalle palle rubate agli assist, passando per i rimbalzi.
Un passo alla volta e senza troppe pretese, questa è la filosofia di Giannīs Antetokounmpo, che ci ha abituati a balzi da gigante, più che a piccoli passi. Ha scalato la infida parete della montagna NBA arrivando fino alle sua cima, riuscendo anche a strappare un pass per il Gran Galà dell’All Star Game, dove gli inviti sono limitati ed accuratamente riservati ai migliori della stagione in corso.
Come poteva non esserci il nome impronunciabile del greco nel quintetto di partenza della Eastern Conference?! Giannīs Antetokounmpo ha una media di 23,5 punti, 8,8 rimbalzi, 5,6 assist e 2 stoppate a partita, ma non si merita la convocazione, strappata per suffragio popolare, “solo” per queste medie da campione.
Se lo merita anche perché è una persona semplicissima, con un’immensa passione per la pallacanestro (nonostante abbia iniziato a giocarci solo all’età di 12 anni), con una grande dedizione al lavoro e con la giusta fiducia nei suoi mezzi, cercando sempre di migliorarsi sia a livello fisico che tecnico. E’ impossibile non amarlo e infatti tutti, o quasi, sono pazzi di questo nigeriano con passaporto greco.
Ieri notte ha steso gli Houston Rockets del Barba con una prestazione super da 31 punti, 7 rimbalzi, 3 assist e ben 4 stoppate. E questo sarebbe un play?!
E’ impossibile fermare l’uragano Antetokounmpo!

