Gentry punta tutto su Anthony Davis
Siamo alle porte di una nuova stagione NBA e ogni franchigia è occupata ad ultimare e delineare la strategia che gli consentirà, in base alle proprie “carte”, di centrare l’obiettivo stagionale. Gli allenatori, in particolare, lavorano al playbook, costruendo attacco e difesa partendo dai giocatori chiave. Alvin Gentry, allenatore dei New Orleans Pelicans, non ha dubbi e punta tutto su Anthony Davis, giocatore dalle capacità offensive, difensive e fisiche virtualmente illimitate.
Lo stesso Gentry, focalizzandosi sul ruolo di primo piano che Davis dovrà assumere, intervistato da Basketball Insider, dice:
Nel finale di partita, penso che avremo bisogno di far arrivare la palla ad Anthony più spesso. Bisogna allenarlo per far sì che sia il giocatore che ci faccia arrivare al traguardo. Se hai un giocatore di quel calibro, è questo quello che devi fare. Diventerà il nostro finalizzatore. E questo non significa necessariamente realizzare il tiro. Sarà il giocatore di cui avremo bisogno il più delle volte nella giocata finale. Questo significa magari trovare il giocatore per un tiro pulito, oppure quando arriva un raddoppio essere in grado di far girare la palla e mettere il compagno in condizione di tirare. Penso anche che dovremo far in modo che spesso le azioni passino da lui, magari una situazione di screen-and-roll dove (lui) blocca e, successivamente, rolla verso il canestro. Ma, ribadisco, lo dovremo coinvolgere in molte delle chiamate del finale di partita.
Sono questi, quindi, i piani dell’allenatore e quindi dei Pelicans; del resto, la franchigia non ha una rosa di grande spessore, a parte l’incognita Tyreke Evans (ex rookie dell’anno, nel 2010), il parterre di cui dispone Gentry non è dei migliori. È anche comprensibile che nella stagione 2016/2017, la società si aspetti di più da un giocatore che si è dovuto fermare per un infortunio alla spalla, che a quanto pare si portava dietro da inizio carriera, e che, soprattuto, ha firmato il 9 giugno del 2015 un quinquennale da 145 milioni di dollari. Il potenziale del giocatore proveniente da Chicago è chiaro e cristallino ed in parte ha già meritato di valere la somma per cui è pagato. Confermerà quanto di buono ha fatto prima dell’operazione? Potrà fare anche meglio?

