Jeremy Lin: un cinese a Brooklyn | Nba Passion
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Jeremy Lin: un cinese a Brooklyn

Jeremy Lin: un cinese a Brooklyn

Se Kenyon Martin nel gennaio 2012 avesse accettato l’offerta dei New York Knicks, gli yankee avrebbero dovuto tagliare un giocatore e al 99% la scelta sarebbe ricaduta su Jeremy Lin e tutta la sua storia non sarebbe mai accaduta. Invece un giocatore non scelto al draft è diventata la principale attrazione della NBA per un determinato periodo di tempo, roba da non credere. Martin con i Knicks non firmò prima del 2013 e la Linsanity prese dunque il via.

 

Quanto era importante a Charlotte?

Nel Q&A della redazione in una risposta ho scritto che l’assenza di Lin non sarebbe stata indolore per gli Hornets. Nel 2015-16 ha giocato 78 gare di regular season tenendo una media di 11.7 punti, 3 assist e 0.7 rubate nei 26.3 minuti a partita. Nella serie playoff contro Miami ha mantenuto all’incirca queste stats. L’importanza dell”asiatico non si limita a questi numeri, infatti vedendo i migliori quintetti usati dagli Hornets si nota che l’ex Knicks appare in 8 dei migliori 10. Decisivo.

stats-lin

In più c’è da dire che Lin si apllica in difesa e da sempre una mano in situazioni spinose. Per una squadra senza una superstar, l’identità difensiva è una delle principali chiavi per ottenere successi. In quel di Charlotte, il cinese/taiwanese, ha detto di aver ritrovato l’amore per il gioco. Ha aggiunto che l’ultimo anno è stato “una boccata d’aria fresca”, i meriti li attribuisce a coach Clifford che gli ha insegnato molto e faceva giocare gli Hornets da squadra vera, con un bel gioco. Il risultato ai playoff, l’anno prossimo potrà essere migliorato.

Pick-and-roll by Lin

Appena dopo l’esplosione del febbraio 2012, il suo pick and roll è stato paragonato a quello di Steve Nash. Inutile dire che il livello è differente, ma l’impostazione non così tanto. Secondo i dati di BBALLBREAKDOWN, è il quinto giocatore NBA per efficienza offensiva da questa specifica situazione di gioco. Al quarto posto c’è Jeremy Lamb, questo fa capire come sia dovuto anche dallo stile di gioco della squadra di Clifford. Quinto nella lega, è tanta roba.

Dati di bballbreakdown

L’efficienza offensiva da situazioni di P&R

Jeremy è così redditizio in questo schema d’attacco, perchè sa fare tutto quello che serve. E’ in grado di tirare dal mid range con precisione. Come in questa azione qui sotto.

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Predilige utilizzare il blocco, ma quando conviene non farlo, non ha problemi a fintare e attaccare da solo.

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Quando serve sa anche tirare dalla lunga distanza. Quando ha la mano calda è difficilissimo fermarlo. Finta di hand-off, chiama il blocco e bomba.

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Il tiro

In un’intervista al New York Post, ha detto che nella scorsa stagione ha avuto difficoltà di adattamento con la sua nuova meccanica di tiro. Adesso si sente più forte e un tiratore migliore. Secondo il neo acquisto dei Nets, non usava bene le gambe in preparazione di tiro e talvolta cambiava modo di tirare da una partita a un’altra o addirittura all’interno della stessa partita. Con il tempo e piccoli aggiustamenti, potrebbe migliorare enormemente.

E’ stato comunque capace di serate incredibili al tiro. Ad esempio quella contro gli Spurs dove praticamente ha ricucito l’enorme distacco, quasi da solo. Segnando 15 punti nel solo 4° quarto. L’attesa crescente di vedere il suo nuovo tiro al meglio, è motivata.

Qui un esempio di quando gli capita di avere la mano calda. O di essere on fire se preferite.

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Linsanity in Brooklyn

A Brooklyn non solo trova come head coach Kenny Atkinson, assistant coach ai tempi della Linsanity, ma anche David Aldrige. Quest’ultimo è entrato da poco nello staff Nets ed è l’uomo che ha migliorato il tiro di Durant. Lin ha tutto apparecchiato per essere protagonista. Cosa che vuole fortemente dato che ha dichiarato di aver scelto questa franchigia perchè gli permetterà di essere titolare.

Con il fallimento del progetto milionario di Prokhorov, si prospettano altre annate difficili. Sperare, o meglio, cercare di rievocare, la Linsanity non può che essere cosa giusta. Nel quartiere più ypster di NY, potrebbe riprendersi le luci della ribalta che si era guadagnato a suon di prestazioni irreali sull’altra sponda del fiume Hudson. Se gli artisti di Brooklyn potranno narrare le gesta del dragone rosso che torna quando tutti lo davano già per sopito, lo scopriremo solo vivendo. Una cosa è certa, Jeremy Lin non vuole essere ricordato per le sue stravaganti acconciature, ma per quello che farà sul parquet.

LINSANITY IS FINALLY READY TO BE BACK!

Giacomo Manini
giacomomanini96@gmail.com

Nato a Roma nel 1996. Alunno di "Letteratura, musica e spettacolo" alla Sapienza, appassionato di sport.

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