Il giorno della trade – deadline è arrivato e ciò significa che il mercato NBA chiude i battenti per questa stagione. Tanti i colpi messi a segno (Cousins su tutti), ma tante anche le delusioni (viste le premesse), a cominciare dai Celtics, passando per il caso Anthony fino ad arrivare alla mancata cessione di Brook Lopez.
Di seguito tutte le trattative concluse in questa deadline.
Prendi due, paghi uno
Non tutte le squadre si riducono all’ultimo momento. I Bucks a inizio febbraio hanno ceduto Miles Plumlee agli Hornets in cambio di Roy Hibbert e Spancer Hawes. Milwaukee ha acquistato due veterani incaricati di fare da chioccia ai tanti giovani presenti nel roster. Malgrado non ci si aspetti molto da loro, potranno rivelarsi utili alla causa di Kidd, sopratutto dopo l’infortunio di Parker (out per tutto il resto della stagione). In casa Charlotte invece c’era bisogno di trovare un valido sostituto di Zeller e la scelta è ricaduta sul fratello di Mason. Plumplee sta viaggiando a 3.1 punti e 1.9 rimbalzi di media a partita, numeri non proprio consoni al faraonico contratto firmato in estate. Si può fare di più?
(S)cambio di lunghi
A proposito di Plumlee, questa deadline ha lasciato spazio anche allo scambio Mason–Nurkic tra Nuggets e Trail Blazers. Piacevole rivelazione della scorsa annata, Plumlee è un pivot robusto, eccellente passatore e abile a rimbalzo. Denver ha acquistato un giocatore importantissimo in ottica playoff che con Jokic compone una coppia lunghi di prima qualità. La scelta di Portland di venderlo è stata dettata dalla mancanza di spazio salariale sufficiente a rifirmare il classe 90′ a fine stagione. Ma non tutti i mali vengono per nuocere: i Blazers hanno ottenuto un centro di sicuro affidamento come Josef Nurkic e tre prime scelte al prossimo draft. Una situazione molto allettante per il GM Neil Oshley.
Allerta meteo: piovono altre triple a Cleveland
Quest’anno la befana è stata molto clemente: zero carbone, solo dolci e Kyle Korver nelle calze dei Cavaliers. Complice la frattura accorsa a Jr Smith, Korver si è ritagliato il suo ruolo in questi Cavs, diventando il principale terminale offensivo della second unit. Sebbene le sue stats siano leggermente calate, la percentuale da oltre l’arco rimane di tutto rispetto, 44.4%. Qualche sera fa ha superato Jamal Crawford nella classifica all time per triple segnate, issandosi al settimo posto. Korver è il cecchino che mancava a questa squadra, il giocatore ideale a ricevere gli scarichi di LeBron e punire le difese dai 6,75 m. Il colpo messo a segno da Cleveland è tutt’altro che banale.
E alla fine arriva Bojan
A quasi 24 ore dalla trade deadline, Washington si è assicurata le prestazioni di Bojan Bogdanovic; il front office dei Wizards, alla ricerca di un buono scorer dalla panchina, è riuscito ad accontentare i Nets, inserendo nella trade Marcus Thornton e una prima scelta al draft 2017. In questa stagione il bosniaco sta mettendo a referto una media di 14 punti, 3.6 rimbalzi e 1.6 assist ad allacciata di scarpe. Con il suo innesto, i maghi della capitale aumentano la qualità della loro second unit e si candidano ad essere la principale anti-Cleveland ad est; Brooklyn invece ottiene un valido realizzatore e ora detiene due scelte al prossimo draft (anche se una sarà destinata ai Boston Celtics).
I Rockets fanno sul serio
Tira un vento di cambiamento in quel di Los Angeles: Magic Johnson proclamato neo presidente dei Lakers e Lou Williams spedito a Houston. L’ex Raptors, con i suoi 18 punti a partita, è il miglior realizzatore della lega partendo dalla panchina. Con l’aggiunta di Williams e la conferma di Gordon (secondo in questa speciale classifica), i Rockets potranno disporre di una delle second unit più pericolose dell’NBA. Inoltre, quando conta, il buon Lou non si tira mai indietro; lo dimostrano i suoi 7.7 punti di media nel quarto decisivo. D’altro canto i Lakers si sono liberati di un pesante contratto e hanno aggiunto a roster una discreta guardia come Brewer.
Noel-Okafor, il sacrificato è…
Si è finalmente chiusa una delle telenovele più lunghe degli ultimi anni; i Sixers hanno confermato Okafor e ceduto Nerlens Noel ai Mavericks in cambio di Andrew Bogut (prossimo al buyout) e Justin Anderson. Probabile che coach Carlisle lo proverà subito in quintetto, formando con Nowitzki il nuovo frontcourt titolare. Nerlens è uno dei migliori stoppatori in circolazione e un abile rimbalzista ma ancora deve migliorare nella fase offensiva; ed è proprio sotto questo aspetto che si scriverà il suo futuro nella lega dei giganti. L’addio di Noel stabilisce nuove gerarchie a Philadelphia: Embiid e Saric faranno parte dello starting five, mentre Okafor partirà dalla panchina come sesto uomo di lusso. Trust the Process.
Alla conquista del Canada
Il colpo che non ti aspetti: Toronto si è aggiudicata la corsa a Serge Ibaka, spedendo Terence Ross a Orlando. Il catalano è uno straordinario difensore, abile rimbalzista e temibile stoppatore; sul piano offensivo, è dotato di un valido gioco in post e di una buona meccanica di tiro (38% da tre). Air Congo andrà a rinforzare un front court che, ad eccezione di Valanciunas, non vanta giocatori di gran classe. I Raptors, reduci da un periodo piuttosto altalenante, occupano la quarta posizione ad est, ma a solo una gara di distanza dagli Hawks. Il nuovo big-three (Lowry-DeRozan-Ibaka) potrebbe però non bastare per rivedere i canadesi alle finali di conference.
La nascita delle torri gemelle
La vera sorpresa dell’All Star Game. DeMarcus Cousins e Omar Casspi sono volati a New Orleans in cambio di Tyreke Evans, Langston Galloway e il rookie Buddy Hield. I Pelicans si sfregano le mani: potenzialmente Boogie e Davis possono costituire la coppia lunghi più devastante dell’intera lega; entrambi sono capaci di giocare in post, attaccare il canestro in P&R e tirare da oltre l’arco. Sacramento ha perso la sua superstar e ottenuto un giovane di belle speranze come Hield. Il ragazzo è considerato da molti ancora troppo acerbo per i parquet NBA (come dimostrano i soli 8 punti di media), ma non per Ranadive, presidente dei Kings, convinto di aver acquistato il nuovo Steph Curry. Contento lui…
Gli altri colpi di mercato
I Chicago Bulls hanno salutato McDermott e Gibson e hanno accolto dagli Oklahoma Thunder il trio Payne-Lauvregne-Morrow.
PJ Tucker si è trasferito dai Phoenix Suns ai Toronto Raptors in cambio di Sullinger e due scelte.
I Cleveland Cavaliers hanno ceduto Andersen agli Charlotte Hornets in cambio di una seconda scelta.
I Philadelphia 76ers hanno scambiato Ilyasova con Splitter degli Atlanta Hawks
KJ McDaniels è passato dagli Houston Rockets ai Brooklyn Nets.

