Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsWarriors-Clippers: non basta uno straordinario Griffin, gli Splash Brothers vincono ancora!

Warriors-Clippers: non basta uno straordinario Griffin, gli Splash Brothers vincono ancora!

di Luca Mazzella

Warriors-Clippers  :una delle migliori rivalità in NBA non ha deluso nella partita di stanotte, regalando una partita con ogni possesso concitato e drammatico. Alla fine, l’hanno spuntata i Golden State Warriors che hanno espugnato lo Staples per 110-106. Statistiche dei vincitori a parte, non si può però ignorare quanto dominante sia stata la prestazione di Blake Griffin, capace di metterne 40 nella notte in cui Steph Curry (27 punti e 4 assist) e Chris Paul (27 e 9) duellavano per la supremazia delle PG della Western Conference (e dell’intera Lega).

BKN-TIMBERWOLVES-CLIPPERS

Nei 43 minuti giocati, Griffin è stato capace di segnare 16 dei 25 tiri tentati, prendere 12 rimbalzi, fare 5 assist e 3 stoppate. Come riporta ESPN, Griffin è al secondo quarantello stagionale, praticamente 1/3 di quelli fatti in carriera finora. Inoltre, il 32 dei Clippers è diventato il sesto giocatore quest’anno a finire un match con almeno 40 punti, 10 rimbalzi e 5 assist. Gli altri 5? Anthony Davis, James Harden, Lebron James, Kevin Durant e Russell Westbrook. 

Kerr le ha provate tutte, da Lee a Speights passando per McAdoo e Bogut, ma la star dei Clippers era totalmente immarcabile e forse solo Draymond Green, ai box per un piccolo problema fisico, avrebbe tamponato la verve realizzativa del protagonista di serata. Proprio Green, sulla sua possibile defezione, aveva dichiarato scherzando: “Io non gioco, ho la Blake-Itis “(diciamo allergia a Blake, volendo tradurre). Certo è pero che l’all-around player più desiderato della Lega avrebbe quanto meno complicato un pochino la vita a Griffin, che nelle prime 2 gare giocate in stagione contro Golden State aveva tirato col 30% (stanotte ha iniziato con 8 su 10) proprio per le speciali attenzioni di Green. L’ala grande (ormai anche ala piccola e centro all’occorrenza) è diventato uno dei giocatori più versatili della Lega e non a caso i Warriors subiscono 95 punti ogni 100 possessi con lui in campo, miglior risultato NBA, che diventano 102 quando è in panchina, peggio di altre 10 franchigie. Ma veniamo alla storia della partita.

DraymondGreen

Dopo il 30-18 del primo parziale, il vantaggio Clippers ha iniziato a ridursi nel secondo quarto, vinto 28-23 dagli ospiti, salvo poi diventare match spettacolare nel terzo, quando i piazzati e le giocate sopra al ferro di Griffin da una parte e le triple di Thompson e Curry dall’altra hanno reso la disputa avvincente. Ciò nonostante, le prodezze di Blake non sono state sufficienti, e un parziale di 28-18 negli ultimi 12 minuti ha indirizzato il match nella direzione di Golden State, brava anche a pescare energie dalla panchina (13 Speights, 7 Barbosa, 6 di Iguodala e Ezeli) in grado di dare il giusto riposo ai titolari arrivati freschi negli ultimi minuti, cosa non riuscita ai Clippers che hanno trovato i soli 12 punti della coppia Rivers-Turkoglu. Non a caso, l’intera panchina di Rivers ha fatto registrare un plus/minus negativo. Altra nota da evidenziare, la stupenda giocata di Curry che, sulla linea di fondo, con un doppio cambio di mano dietro la schiena ha fatto letteralmente sedere CP3 (che poi ha scherzato sui social prendendola con ironia) e infiammare la panchina di Golden State, oltre al pubblico totalmente in visibilio.

NBA: Golden State Warriors at Orlando Magic

In ogni caso, la verità che emerge dal match è che se, in realtà ipotesi poco probabile al primo turno, le due squadre dovessero affrontarsi nella post-season, il rientro di Green e un Griffin appena normale rispetto alla straordinaria prestazione di stanotte, farebbero pendere nettamente la bilancia a favore di Golden State. Ma, ad oggi, contro chi partirebbero sfavoriti gli uomini di Kerr?

Per Nbapassion

Luca Mazzella

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