Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsWarriors: coach Kerr si ispira al modello Bulls degli anni ’90

Warriors: coach Kerr si ispira al modello Bulls degli anni ’90

di Gabriel Greotti

L’head-coach dei Golden State Warriors Steve Kerr, secondo quanto riportato da Steve Bulpett del Boston Herald, ha preso come modello ideale i Chicago Bulls degli anni ’90 per fare dei suoi Warriors un team vincente. Alla guida di quei Chicago Bulls c’era coach Phil Jackson, uno che con i titoli NBA ha avuto una certa familiarità, ma c’era anche la superstar (nonchè “per acclamazione il miglior giocatore di ogni epoca” come recita la sua biografia sul sito NBA.com) Michael Jordan. Degli stessi Bulls faceva parte anche lo stesso Kerr,  uno dei migliori tiratori dall’arco dei tre punti all’epoca.

Coach Kerr, intervistato da Bulpett, ha detto: “Penso che sia la norma di ogni squadra NBA avere uno standard da raggiungere, ed è quello che stiamo cercando di fare in ogni partita”. Il coach dei Warriors, che, con Jordan al proprio fianco negli anni ’90, ha imparato ad essere molto esigente, ha poi aggiunto: “Non è tanto importante il fatto di giocare contro un avversario piuttosto che un’altro, quanto il fatto di giocare contro i propri standard al fine di migliorarli”.

I Golden State Warriors stanno vivendo una stagione magica, hanno un record di 37 vittorie e 8 sconfitte, al momento, che li mette in testa alla classifica NBA e sono, statistiche alla mano, il quarto miglior attacco della lega e la miglior difesa.

Tra gli uomini cardine di questa franchigia c’è Stephen Curry, PG di livello eccelso, che sta mantenendo medie stellari: 23 punti, 8.1 assist e 4.7 rimbalzi a partita sono i numeri che potrebbero consentire a Curry di lottare per il titolo di MVP della regular season, probabilmente in lizza con James Harden dei Houston Rockets il quale ora è al primo posto nella classifica annuale dei marcatori NBA. Altro elemento non meno importante di questi Warriors è Klay Thompson, fresco di un record che non cadeva dai tempi di George Gervin: la guardia dei Warriors ha infatti recentemente frantumato il record di punti segnati in un solo quarto, segnando 37 punti in 12 minuti con un micidiale 13/13 dal campo con 9/9 dall’arco dei tre punti e la notte stessa ha messo a referto il suo career high con 52 punti. Thompson è inoltre stato convocato per il Three-point contest in occasione dell’All-Star Game che si terrà a metà febbraio. Un’altra piacevole sorpresa per i primi in classifica è Draymond Green che potrebbe vincere il premio per il miglioramento più evidente nel corso della regular season: 11.5 punti, 8 rimbalzi e 3.5 assist a partita le medie del lungo di Golden State che sembra promettere davvero bene.

Anche se i Warriors quasi sicuramente non riusciranno ad eguagliare il miglior record di tutti i tempi ottenuto proprio dai Bulls di Jordan (72 vittorie e 10 sconfitte nella regular season) il lavoro di Steve Kerr sta dando i propri frutti, e proietta la franchigia di Oakland verso un presente ed un futuro più che mai roseo.

Per NBA Passion,

Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on twitter)

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