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NCAA, Road to March Madness 2014: the Southern Part of Heaven

di Marco Tarantino

UNC Tar Heel

Terza puntata della rubrica Road to March Madness 2014, il cui tema centrale è la conoscenza dei roster della NCAA che tra due settimane si daranno battaglia nel torneo più importante del basket collegiale: il NCAA Tournament. Ieri è stato il turno dei Duke Blue Devils, oggi invece forniremo le dovute informazioni riguardo l’altra faccia del North Carolina, i loro nemici per eccellenza: i North Carolina Tar Heels.

Il Dean Smith Center, campo da gioco dei Tar Heels.

Il Dean Smith Center, campo da gioco dei Tar Heels.

Percorrendo solo 10 miglia sulla Tobacco Road, ci sposteremo da Durham a Chapel Hill, “The Southern Part of Heaven”, l’angolo più a sud del Triangolo della Ricerca (ovvero Research Triangle), una zona del North Carolina che deve il suo nome al Research Triangle Park, parco di ricerca che comprende le università delle città di Durham, Raleigh e Chapel Hill. Correva l’anno 1789 quando nella parte meridionale del cielo, come recita il loro motto, è nata la University of North Carolina, università pubblica da sempre considerata come una delle migliori scuole pubbliche degli Stati Uniti d’America, a tal punto da trovare spazio nella lista delle Public Ivies, una specie di Hall of Fame delle scuole pubbliche, stilata nel 1985 da Richard Moll nel suo libro (chiamato proprio Public Ivies): le Public Ivies, come sostiene Moll, sono capaci di competere con le scuole private della Ivy League (praticamente le migliori degli USA) sul piano del rigore accademico e della formazione degli studenti migliori di qualsiasi etnia. Insomma, non un edificio  come gli altri.

L'insegna che si trova all'ingresso della University of North Carolina at Chapel Hill.

L’insegna che si trova all’ingresso della University of North Carolina at Chapel Hill.

Il punto è che la UNC non è solo una delle più grandi istituzioni del territorio nordamericano: la sua squadra di pallacanestro, i North Carolina Tar Heels, incarnano praticamente la storia del basket collegiale, detentori di ben 8 record raggiunti nella NCAA. Se vi starete chiedendo cosa significhi Tar Heel, difficilmente riuscirete a ricavarne il significato dall’etimologia: un equipe di esperti in passato ha ritenuto che il soprannome dato agli abitanti della Carolina del Nord sia dovuto al fatto che la massiccia quantità di catrame (tar in inglese), pece e trementina emersa dalle vaste pinete sia diventata brevemente il materiale di esportazione principale nella storia di questo stato. Anche se durante la guerra civile tale nomignolo venne adottato come dispregiativo, a lungo andare si trasformò nell’appellativo degli abitanti del North Carolina.

Uno dei più grandi giocatori di basketball di sempre, Michael Jordan, è passato per la UNC.

Uno dei più grandi giocatori di basketball di sempre, Michael Jordan, è passato per la UNC.

Tornando alla palla a spicchi, tra questi 8 record si possono evidenziare la costante presenza tra NCAA Tournament e National Invitational Tournament (un torneo riservato, sempre secondo alcuni criteri di qualificazione, a chi non è riuscito ad accedere a quello principale) dal 1967 al 2001, tra le quali si registrano ben 27 apparizioni consecutive proprio nella massima competizione collegiale (1975 – 2001, il periodo più lungo nella storia); le 37 regular season vinte consecutivamente dal 1964 al 2001, un numero minore rispetto a quello di Syracuse (42 vinte dal 1971 ad oggi) e di UCLA (54, dal 1948 al 2001); una percentuale di vittorie pari o superiore al 50% per 39 anni, dal 1962 al 2001; entrando nel particolare, nell’Atlantic Coast Conference, mai al disotto del 4° posto dal 1953 al 2001, mai al di sotto del 3° dal 1965 al 2001 e mai al di sotto della 2° posizione dal 1965 al 1986; purtroppo tutti questi record sono terminati nella seconda peggior stagione di sempre per l’UNC, nel 2001/2002, quando terminarono al 7° posto nella propria conference con 8 vittorie e 20 sconfitte.

Roy Williams, head coach di North Carolina dal 2003.

Roy Williams, head coach di North Carolina dal 2003.

Dal 2003 il timone della squadra è in mano ad uno degli allenatori più importanti nel panorama cestistico a stelle e strisce: Roy Williams. Lui è uno che ha sempre masticato pane e canestri da quando era uno studente, ma la panchina lo ha consacrato più di qualsiasi punto messo a segno da giocatore: è il secondo allenatore di sempre per numero di vittorie sia nella storia dei Wildcats di Kansas, sia Chapel Hill, dove la leggenda Dean Smith ha allenato dal 1961 al 1997, uno dei pochi coach ad aver allenato in un’arena a lui dedicata (da quando è stata inaugurata, nel 1986, fino al 1997). Dei tre trofei conquistati con i Tar Heels, Roy Williams ebbe il piacere di raggiungerne uno proprio al fianco di Smith, nel 1982, in un team in cui stava nascendo la stella di Michael Jordan. Il Dean Smith Center, per molti anche Dean Dome, è un fortino, un bunker. I Tar Heels infatti possono contare su uno dei più formidabili vantaggi casalinghi della NCAA, arrivando al massimo a subire 3 sconfitte interne in tutta la stagione, ma proprio se si dovesse trattare di un periodo sfortunato. Avendo da una parte Roy Williams e dall’altra il Dean Smith Center, i tifosi possono dormire sonni tranquilli. E sognare di tornare sul trono dei college d’America.

Valerio Scalabrelli – @Scalabro92

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