Dopo un inizio di stagione a dir poco deludente e una striscia di quattro sconfitte consecutive, rispettivamente contro Detroit Pistons, Cleveland Cavaliers e Washington Wizards in trasferta e Dallas Mavericks in casa, gli Houston Rockets di D’Antoni si sono rialzati nelle successive due gare contro San Antonio Spurs e Chicago Bulls.
Le parole di coach D’Antoni dopo la vittoria
Al termine del match vinto 121-105 contro i Bulls, in cui ha ritrovato anche Nenê, fondamentale per rendere più competitiva la second unit, coach Mike D’Antoni – giunto a un record di 131-55 sulla panchina dei Rockets in regular season – ha detto la sua in merito al rendimento altalenante dei suoi e al modo per uscirne una volta per tutte: “Non abbiamo ancora mostrato a tutti ciò che vogliamo realmente essere. Certo, ci stiamo rialzando, ma per tornare sui nostri livelli abbiamo bisogno di portare a casa qualche vittoria in più.”

Mike D’Antoni, alla guida degli Houston Rockets dal 2016 e Coach of the Year nel 2017.
Houston è attualmente appaiata al nono posto ad Ovest con undici vittorie e altrettante sconfitte e si appresta ad affrontare un’altra road trip di tre gare in trasferta, rispettivamente contro Minnesota Timberwolves, Utah Jazz e Dallas Mavericks, per poi tornare al Toyota Center per ospitare i Portland Trail Blazers. Chiuso ottobre con un pessimo 1-5, i Rockets si sono rialzati a novembre (8-6) ed hanno cominciato dicembre con due vittorie in altrettante gare disputate.



Harden come direbbero negli USA 6-foot-5 (1.98 m) con una apertura alare di 6-foot-11 (2.10 m), in questo momento è uno dei play maggiormente dotati fisicamente della NBA. Il modo più facile per avere una buona difesa di squadra (in questo caso almeno accettabile) è sovrastare gli avversari per velocità e atletismo, e far giocare Harden accanto a un esterno sarebbe sicuramente un miglioramento rispetto a Patrick Beverly, che fisicamente fa fatica a stare dietro alle guardie più atletiche, nonostante sia un vero e proprio bulldog. Beverly infatti non brilla né per doti fisiche né per atletismo, perciò i Rockets non potrebbero sfruttare alcun mismatch nel caso in cui i team avversari decidessero di far marcare Harden da un esterno, cosa che invece avverrebbe nel caso in cui quest’ultimo giocasse accanto a una guardia pura.

