La domenica della 21° giornata di Serie A si apre in grande stile: al PalaVerde va infatti in scena il derby tra Nutribullet Treviso e Reyer Venezia.
A due mesi di distanza dallo scontro del girone d’andata, vinto senza grandi fatiche dagli orogranata, la situazione per le due società è invariata. Da un lato troviamo una Treviso ancora ultima in classifica (record di 3-15) e con sempre meno margine d’errore per rilanciare la lotta salvezza; dall’altro una Venezia piantata nella parte altissima della classifica (4° con record di 13-5) e tra le squadre più efficienti del campionato.
I precedenti vedono la Reyer avanti per 9-6, ma i lagunari hanno espugnato la casa dei biancoblu solo in due delle nove occasioni avute a disposizione. Il fattore campo può giocare quindi un grande vantaggio per gli uomini di coach Nicola, che nell’ultima partita di campionato pre-pausa per la Coppa Italia hanno messo in grande difficoltà Milano proprio davanti al pubblico amico. Una vittoria nel derby darebbe nuova linfa anche alla truppa di coach Spahija, che devono riscattare il KO casalingo con Reggio Emilia e quello alle Final Eight con Tortona.
Partita ricca di ex: Tessitori, Parks e Bowman da un lato (con gli ultimi due out per infortunio), e Pellegrino, Chillo e Miaschi dall’altra.
Nutribullet Treviso 90-91 Reyer Venezia: l’analisi della gara
La Reyer Venezia si porta a casa il derby con Treviso al termine di una partita soffertissima e combattutissima, decisa solo negli ultimi minuti di gioco. Anzi, negli ultimi secondi.
Una partita pirotecnica, caratterizzata da una costante battaglia punto a punto, ma anche più ricca di sprechi che di giocate memorabili. Sia la Nutribullet che la Reyer infatti nei momenti chiave della partita collezionano palle perse, scelte di tiro rivedibili o difese tutt’altro che monumentali. Ed è in particolare grazie ai cali dei lagunari (oltre che alla grinta dei biancoblu) se la partita arriva tiratissima fino all’ultimo possesso.
Gli uomini di coach Molin (Spahija assente per virus influenzale) giocano una partita da montagne russe, alternando buone giocate a possessi da mani nei capelli tra un minuto e l’altro. Ed è per questo che Venezia fondamentalmente non riesce quasi mai a prendere il largo nei primi 30′, a parte un timido +7 trovato nella seconda frazione. A cavallo tra terzo e quarto periodo arriva però una svolta. Gli ospiti si ritrovano infatti sul +10 e con l’inerzia della sfida nelle proprie tasche: situazione ideale per chiudere i conti insomma. E invece no, con la Reyer che regala al pubblico del PalaVerde altri 8′ minuti di bagarre e qualche solida speranza di portare a casa la partita. Dopo essersi fatti riprendere, Cole e soci nel finale sfruttano l’imprecisione degli avversari per riallungare sul +5 a 1′ e poi sul +4 a 12″ dalla sirena finale. Tra canestri regalati e palle perse più che sanguinose, gli orogranata arrivano sul +1 e palla in mano con 3″ da giocare: palla in campo e partita in ghiaccio.
Vittoria che dà morale e rappresenta un altro tassello importante per provare a blindare il fattore campo ai playoff, ma la prova veneziana è tutt’altro che solida. La Reyer ha infatti dato spesso l’idea di poter prendere in mano con decisione la sfida, senza però concretizzare. Ecco che ad un buon giro palla, giocate di squadra (23 assist) e una difesa di livello, si sono alternate palle perse superficiali (17 in tutto), scelte di tiro totalmente rivedibili e tiri troppo facili concessi ai propri avversari (10 anche i rimbalzi offensivi regalati). Critica soprattutto la gestione della gara nell’ultimo periodo, dove la superiorità tecnica orogranata avrebbe dovuto mettere in ghiaccio la vittoria tenendo gli avversari sui tre possessi di distanza. E invece dei blackout su ambo le metà campo hanno messo pepe al match fino alla fine.
Al netto di tutto Venezia registra comunque buone percentuali al tiro e dimostra grande freddezza dalla lunetta nel finale di partita. Da evidenziare anche la capacità dei lagunari di resistere alle scariche degli avversari nella terza frazione, con la Nutribullet che aveva provato un piccolo allungo.
Treviso dal canto suo non ha nulla da recriminare. La grinta dei biancoblu, che hanno sfruttato ogni occasione per mettere un difficoltà gli avversari e provare ad incassare la partita, credendoci fino all’ultimo secondo, leva quasi tutto l’amaro in bocca per il risultato finale.
I padroni di casa, trascinati da un Macura devastante al rientro da un infortunio, giocano un buon basket, dinamico e d’insieme (come dimostrano i 22 assist a referto). Per lunghi tratti è stata una partita di rincorsa, con gli uomini di Nicola che sono stati abili a non perdere la scia di Venezia, poi nel terzo periodo arriva un quasi inaspettato +5. Di fatto quello è un momento di volta, con la Nutribullet che non riesce ad allungare ulteriormente e Venezia che recupera e si porta a propria volta in vantaggio di due possessi all’alba dell’ultimo quarto. Il cuore di Treviso tiene in partita i biancoblu fino alla fine, ma nel finale qualche imprecisione di troppo, soprattutto dalla lunetta, vale la resa definitiva.
Il tabellino del match
Parziali: 25-29; 21-19; 17-20; 27-23
Totali: 25-29; 46-48; 63-68; 90-91
Nutribullet Treviso: Cappelletti* 10, Weber* 14, Abdur-Rahkman 5, Croswell* 15, Torresani, Miaschi 2, Pinkins* 6, Chillo 2, Pellegrino NE, Radosevic 5, Spinazzè NE, Macura* 31. Rimbalzi: Weber 8. Assist: Cappelletti 9. Coach: Nicola
Reyer Venezia: Tessitori 10, Cole* 16, Horton* 6, Lever NE, De Nicolao NE, Candi 2, Bowman 13, Wheatle 6, Nikolic, Parks* 21, Wiltjer* 9, Valentine* 8. Rimbalzi: Horton 9. Assist: Cole 5. Coach: Spahija



