Come riporta il sito thescore.com, i Milwaukee Bucks stanno considerando l’opzione di cedere nella prossima off-season il centro Greg Monroe.
Il nativo di Harvey può uscire dal contratto attuale, rifiutando cosi circa 17 milioni. Nonostante le ottime cifre individuali, non è stata una stagione facile sia per i Bucks che per Monroe il quale la scorsa estate aveva firmato un triennale da 51 milioni di dollari (il terzo anno con una player option). La squadra del Wisconsin veniva da una stagione nella quale aveva raggiunto i playoff (primo turno perso contro i Chicago Bulls per 4-2) e, con l’acquisto di un giovane centro, si pensava potesse fare il decisivo salto di qualità. Invece hanno avuto delle difficoltà e si è verificato un notevole passo indietro.

Greg Monroe e Andre Drummond, ex compagni a Detroit, a duello.
Il dato che di più salta all’occhio riguarda la loro difesa: nella stagione 2014-2015 era stata la seconda migliore della lega mentre in questa appena terminata è scesa al 22esimo posto. Ovviamente non è stata interamente colpa di Monroe ma Jason Kidd e il suo staff ha fatto fatica a inserire l’ex Detroit Pistons nei loro schemi difensivi. Ha dimostrato di non possedere la rapidità necessaria per essere parte di un sistema aggressivo come quello dei Bucks e di non essere sempre pronto ad effettuare le giuste rotazioni dal lato debole. Quando ha giocato come centro, per mascherare questi difetti e ottimizzare la sua bravura in post, non ha saputo difendere ottimamente il ferro. Ha migliorato l’attacco ma non ha mai trovato una soluzione nella metà campo difensiva.
Monroe, nella sua prima e forse ultima stagione con Milwaukee, ha messo a referto una media di 15,3 punti, 8.8 rimbalzi e 2,.3 assist.














Una franchigia allo sbando. Le follie di Mikhail Prokhorov (che doveva vincere il titolo entro quest’anno, ricordate?) hanno portato alla disfatta totale. Soltanto per citare gli eventi di questa stagione: via l’allenatore (Lionel Hollins) e il general manager (Billy King), ritenuti i veri responsabili del fallimento, via gli ultimi giocatori rimasti di quel nucleo che secondo il magnate russo dovevano portare Brooklyn alla gloria (Joe Johnson).
















