Come riporta NetsDaily, Andrea Bargnani ha espresso la volontà di uscire dal contratto che lo lega ai Brooklyn Nets a fine stagione.
Il giocatore ha una player option da 1,5 milioni di dollari che però ha intenzione di non esercitare per sperimentare la prossima estate di mercato.
Stessa sorte è stata scelta anche da altri suoi compagni come Shane Larkin, Thomas Robinson e Wayne Ellington. Tutti e quattro quindi si presenteranno al mercato estivo come unrestricted free-agent.
Nell’ intervista di David Pick per Nbapassion.com si parla del futuro del lungo italiano con solo mete europee. Improbabile un’ altra destinazione oltreoceano? Appuntamento alla prossima free-agency.









Eccoci di nuovo qui per analizzare un altro grandissimo cestista che rientra di diritto nella nostra categoria “Eterni Secondi“: sto parlando di Grant Hill, prodotto di Duke, giocatore formidabile sia a livello collegiale che in NBA.
Deve attendere due stagioni prima di approdare ai Playoffs con i Pistons, i quali, nonostante una buona squadra, vengono eliminati subito al primo turno. Hill mette a referto 19 punti (56.4%) e 7.3 rimbalzi nelle 3 partite disputate durante quei Playoffs.
Grazie al sostegno dell’altro veterano Steve Nash, Hill sembra essere in qualche modo ringiovanito, gioca più fluidamente in campo e nonostante il calo nella media punti (circa 12 a partita) diventa un tassello importante per la squadra dell’Arizona.
lunghe stagioni in NBA.



rto Michael Jordan. Il ragazzo inizia ad avvicinarsi al basket molto presto e, arrivato al momento clue della sua vita, ovvero la scelta del college, opta su suggerimento dei familiari per la Washington University.
guardia dotata di atletismo e mezzi tecnici notevoli che va ad aggiungersi alla lista degli eterni secondi, un giocatore spesso paragonato ai più grandi di questo sport che purtroppo a causa degli infortuni non è riuscito ad essere costantemente al top della sua forma. I suoi fan sicuramente gli avranno dedicato un posto speciale nel proprio cuore ma ciò non toglie che rimarrà sempre un gradino sotto i Campioni che tutti conosciamo.



simo ma le sue dimensioni non lo aiutano di certo.
delle 82 disputate e viaggia a 14 punti di media, con 8.6 rimbalzi, 2 assist e 1 stoppata a partita, cifre che gli valgono l’inserimento nel quintetto dei Rookie.




riesce a trascinare la squadra
asa. Chris Paul inizia ad essere criticato dai fan e dalla stampa, che come al solito non perde occasione di etichettare i giocatori NBA: molti lo accusano di non essere un vero leader, altri di giocare in maniera poco incisiva nei momenti clou.
si ritrovano nelle loro fila giocatori importanti che un tempo facevano la differenza in campo come Paul Pierce e Josh Smith, i quali rispettivamente con Celtics e Hawks erano diventati il simbolo delle due franchigie.