Christopher Emmanuel Paul, meglio conosciuto sui parquet americani come Chris Paul, è sicuramente uno dei playmaker più forti e talentuosi della nostra era, ed ha tutti i requisiti per entrare di diritto nella nostra categoria di Eterni Secondi (almeno fino ad oggi).

Nato e cresciuto nella North Carolina, Chris Paul approda nell’ormai lontano 2003 alla Wake Forest University, squadra che guiderà per 2 stagioni, nel suo primo anno chiude la stagione con 14.8 punti di media, 5.9 assist e 2.5 palle rubate e Chris-Paulriesce a trascinare la squadra alle semifinali nazionali, la stagione da sophomore ha dell’incredibile, Paul arriva a ben 15.3 punti a partita con 6.6 assist, 4.4 rimbalzi e 2.7 palle rubate di media, in quella stessa stagione, i nostro uomo fà registrare il record nelle seguenti categorie: percentuale da 3 punti, tiri liberi, percentuale dai tiri liberi, assist e palle rubate.
Ormai pronto per fare il grande passo, CP3, come meglio verrà ricordato dopo l’approdo in NBA, partecipa al Draft 2005 e viene selezionato come 4^ scelta del primo turno dai New Orleans Hornets.

La sua stagione da rookie è incredibile: parte sempre titolare e guida la classifica dei rookie per punti, assist, palle rubate e doppie-doppie realizzate, terminando quella stagione con 16.1 punti, 5.1 rimbalzi, 7.8 assist e 2.2 palle rubate e portandosi meritatamente a casa il premio di ROY.

Nella stagione successiva, i suoi numeri cambiano leggermente: i punti salgono a 17.3, gli assist aumentano fino a 9 ma calano sia i rimbalzi (4.4) che le palle rubate (1.8). Gli Hornets iniziano a creare intorno a Paul una squadra solida, aggiungendo piano piano pedine importanti.

Una su tutte è Tyson Chandler, centro ex-Bulls, che crea da subito un’ottima coppia proprio con Chris Paul: i due danno spettacolo ad ogni uscita e insieme a David West creano una solida base per le vittorie stagionali.

Rivediamo insieme alcune delle più belle giocate di CP3 con gli Hornets:

New Orleans però fatica ad accedere ai Playoffs e la squadra dovrà attendere fino alla stagione 2007-08 per farvi visita. Paul come al solito giocherà in maniera eccellente, realizzando 24 punti, 11.3 assist e 2.3 palle rubate, ma i suoi usciranno al secondo turno eliminati dagli Spurs.

La stagione 2008-09 è sicuramente la migliore dal punto di vista realizzativo. Chris Paul gioca in media 38.5 minuti a partita e mette a referto quasi 23 punti (la sua media migliore in carriera), tirando col 50.3% dal campo.

Gli Hornets arrivano nuovamente ai Playoffs ma come la stagione precedente vengono rimandati malamente a c390670_10150429167036260_118281506259_8623590_25090596_nasa. Chris Paul inizia ad essere criticato dai fan e dalla stampa, che come al solito non perde occasione di etichettare i giocatori NBA: molti lo accusano di non essere un vero leader, altri di giocare in maniera poco incisiva nei momenti clou.

Si arriva così all’8 Dicembre 2011. Quel giorno verrà ricordato come la giornata più assurda dell’ultimo decennio in termini di trade. Per farla breve, i Lakers di Kobe sembrano aver raggiunto l’accordo con gli Hornets per portarsi a casa proprio Paul mettendo in piedi una trade a 3 squadre, ma proprio quando ormai l’accordo sembra essersi concluso, l’allora Commissioner David Stern annulla tutto e “costringe” New Orleans a tenersi Paul, il quale verrà spedito 4 giorni dopo ai Los Angeles Clippers in cambio di Eric Gordon, Chris Kaman e Al-Farouq Aminu.

Sembra essere arrivato il momento del riscatto per Chris Paul. Finalmente giocherà a modo suo guidando una squadra in forte crescita e al fianco di due saltatori come Griffin e Jordan: proprio questo accostamento varrà ai Los Angeles Clippers il soprannome di Lob City.

Il primo anno a Los Angeles sembra andare a gonfie vele: Paul termina la regular season con quasi 20 punti di media, 9 assist e 2.5 palle rubate, ma anche questa volta i San Antonio Spurs mettono i bastoni fra le ruote ai losangeliniChris Paul si sente frustrato: i risultati sperati tardano ad arrivare e così insieme alla dirigenza Clippers cerca di portare al suo fianco altri giocatori validi.

Arrivano così JJ Redick e Jamal Crawford per dare punti da fuori, Matt Barnes per rinforzare il reparto difensivo e qualche veterano ancora affidabile come Stephen Jackson, Turkoglu e Granger.
Le cose però non cambiano di molto, i Clippers continuano a giocare bene durante la regular season ma poi ai Playoffs si spengono di fronte a squadre più forti e solide.

Arriviamo così alla stagione attuale dove i Clippers, reduci da un’estate abbastanza movimentata per quanto riguarda gli scambi, la-sp-clippers-paul-jordan-griffin-la0031834555-20151020si ritrovano nelle loro fila giocatori importanti che un tempo facevano la differenza in campo come Paul Pierce e Josh Smith, i quali rispettivamente con Celtics e Hawks erano diventati il simbolo delle due franchigie.

Doc Rivers decide inoltre di portarsi a casa anche Lance Stephenson (sul quale molti solleveranno dei dubbi) e Wesley Johnson, reduce da una buona stagione con i Lakers.

Attualmente i Clippers in 4^ posizione ad Ovest dietro a Warriors, Spurs e Thunder e sulla carta ci sono tutti i numeri per poter arrivare quanto meno alle Finali di Conference, ma la strada è ancora lunga e tutta da decidere. Che sia questa la stagione della rivincita per CP3 e per i Clippers?

Premi Individuali: 8x NBA All Star, MVP All Star Game 2013, 4x All NBA First Team, 5x All Defensive First Team, ROY 2006, 4x NBA Assists Leader, 6x NBA Steals Leader, Oro Olimpico a Pechino e Londra (2008-2012)

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