La vittoria dei Knicks in gara 1 delle Finals porta il nome e cognome di un solo, “piccolo”, grande eroe: Jalen Brunson. La superstar di New York, dopo un inizio difficile, nel finale ha preso i suoi sulle spalle, aiutandoli a strappare il fattore campo. Per Captain Brunson alla fine sono 30 i punti, 13 dei quali messi a referto negli ultimi 7 minuti di gara. Ancora una volta ha dimostrato di essere un killer, in grado di incidere nei momenti clutch.
“È un vero combattente”, ha detto coach Brown. “Nei momenti più importanti si fa trovare pronto, ed è quello che ci si aspetta da un MVP. Gli abbiamo affidato la palla dicendogli che avremmo vinto o perso con lui. E lui ha fatto il suo dovere, e questo è successo più e più volte. Si è fatto trovare pronto nei momenti giusti e ha fatto la differenza.”
Come detto, la partita di Jalen non era iniziata nel migliore dei modi. Nei primi 3 quarti infatti, il giocatore dei Knicks aveva segnato 17 punti, tirando 7 su 22 dal campo. Nella prima metà di gara in più, in due momenti diversi è tornato in panchina accusando fastidio al ginocchio prima e alla caviglia poi, in seguito a due contatti di gioco.
“Quando lo abbiamo visto zoppicare fuori dal campo, eravamo preoccupati non solo perché è Jalen Brunson, ma soprattutto perché è nostro fratello e noi nello spogliatoio siamo una famiglia”, ha detto Towns. “Ma quando poi eravamo in campo e l’ho visto tornare in panchina, è stato un sollievo sapere che stava bene”.
Jalen al termine dell’incontro ha comunque deciso di predicare calma, sapendo bene che la strada è ancora lunga. Intanto però New York si porta 1-0 nella serie con gli Spurs grazie al suo eroe , continuando la sua striscia di 12 vittorie consecutive ai Playoff.
“Penso che sappiamo cosa dobbiamo fare”, ha detto Brunson. “Penso che siamo un gruppo piuttosto unito. Riusciamo a fidarci l’uno dell’altro, a sostenerci a vicenda e sappiamo che dobbiamo solo continuare a lavorare sodo, passo dopo passo. È merito della mentalità che abbiamo come squadra.”
