È il momento dell’atto finale per la NBA: San Antonio Spurs e New York Knicks si giocano il Larry O’Brien Trophy. Il primo atto della serie va alla squadra di Mike Brown, in una vera e propria battaglia al Frost Bank Center. La gara rimane in equilibrio per tutti i 48′, con le due squadre che si rispondono colpo su colpo per una serie che si prospetta spettacolare.
I Knicks strappano il jolly a San Antonio guidati dal proprio capitano: 30 per Jalen Brunson, con 13 segnati nel 4° periodo, dopo un primo tempo difficile a causa di un infortunio. Insieme a lui, c’è la doppia doppia da 18 punti e 12 rimbalzi di Karl-Anthony Towns, oltre ai 17 di uno stoico OG Anunoby. Menzione d’onore per Josh Hart, che cattura 15 rimbalzi. A San Antonio non bastano i 26 (con 12 rimbalzi) di Victor Wembanyama, oltre ai 17 di Castle e i 16 di Champagnie.
Ansia Brunson per i Knicks, super Champagnie in casa Spurs
I San Antonio Spurs patiscono un inizio ad alto ritmo dei New York Knicks, non abituati a una squadra che riesce a mantenere il loro ritmo. I Texani hanno costruito il loro vantaggio affidandosi a una difesa di livello che ha imbrigliato l’attacco newyorkese: Jalen Brunson ha faticato enormemente a trovare ritmo contro la fisicità del backcourt avversario subendo anche un brutto colpo al ginocchio su un contatto tra Landry Shamet e Harrison Barnes, che ha mandato per terra il 40 degli Spurs direttamente sulla rotula dell’ex Mavericks.
Dall’altra parte Victor Wembanyama ha fatto sentire tutta la sua presenza, soprattutto come intimidatore d’area a suon di stoppate. Ad accendere l’attacco di coach Mitch Johnson ci ha pensato anche un caldissimo Julian Champagnie, letale nel punire la difesa dei Knicks dall’arco dei tre punti – 5 triple a bersaglio per il 30 degli Spurs – ben supportato dall’energia vitale di Dylan Harper in uscita dalla panchina, in una partita da veterano nonostante la giovane età. Nonostante i guizzi iniziali e i tentativi di Karl-Anthony Towns di scardinare l’area texana con giocate di pura fisicità, i Knicks sono rientrati negli spogliatoi costretti a inseguire una San Antonio apparsa fin da subito più in palla e lucida nell’esecuzione del piano partita. Tra le chiavi del match la presenza a rimbalzo degli esterni degli Spurs: 7 rimbalzi per Stephon Castle all’intervallo, 6 di Dylan Harper. A New York 4 per Alvarado e 3 per Brunson.
Che duello tra Brunson e Wembanyama
Il rientro dagli spogliatoi ha il sapore di una battaglia disperata per i New York Knicks. Coach Tom Thibodeau prova a suonare la carica, e per qualche minuto l’incantesimo texano sembra spezzarsi: Jalen Brunson, ferito nell’orgoglio dopo un primo tempo da fantasma, accende la miccia con un paio delle sue classiche serpentine nel pitturato, mentre Karl-Anthony Towns fa la voce grossa a rimbalzo offensivo trascinando NY fino a un insperato -5. Ma l’illusione newyorkese si infrange momentaneamente contro un muro di nome Victor Wembanyama. L’alieno francese capisce il momento di difficoltà dei suoi e decide di impossessarsi della partita: prima cancella le speranze di rimonta con un paio di stoppate, per poi segnare 9 punti in 2:50 minuti per il vantaggio Spurs.
Quando arrivano i momenti complicati, però, i Knicks si affidano a un uomo solo: Jalen Brunson. Dopo un primo tempo difficile a causa della botta subita al ginocchio, il numero 11 di New York sale definitivamente in cattedra. Prima il tap-out che porta alla sua tripla dall’angolo, poi un canestro irreale con il contatto cadendo verso la linea laterale. I Knicks fanno il colpaccio guidati dal proprio capitano, oltre che da un Josh Hart da 14 rimbalzi.
