Nella storia delle NBA Finals ci sono partite destinate a essere dimenticate e altre che entrano di diritto nella leggenda. Gara 4 del 2026 appartiene prepotentemente alla seconda categoria. I New York Knicks hanno messo a segno una delle rimonte più folli e impensabili di sempre, cancellando uno svantaggio che aveva toccato le 29 lunghezze e trionfando per 107-106 sui San Antonio Spurs in un Madison Square Garden letteralmente in estasi.
Quella che per due quarti interi era sembrata una vera e propria esecuzione sportiva da parte dei texani, si è trasformata in una dimostrazione di resilienza senza precedenti per la truppa di coach Mike Brown. Trascinati dai 33 punti di un monumentale OG Anunoby, autore del tap-in decisivo a poco più di un secondo dalla sirena, i Knicks firmano un’impresa titanica e si prendono una partita che sembrava ormai persa, indirizzando in modo pesantissimo l’inerzia dell’intera serie. Insieme a lui, il solito Jalen Brunson ne segna 36 in un match monumentale.
Dominio Spurs e nervi tesi: San Antonio tocca il +29, Knicks all’angolo
L’inizio di partita è un incubo a occhi aperti per New York. Dopo soli 90 secondi, coach Mitch Johnson vince un “challenge” fondamentale che ribalta uno sfondamento di Wembanyama in un fallo difensivo di Karl-Anthony Towns: è la seconda penalità per il lungo dominicano, costretto immediatamente ad accomodarsi in panchina. Senza il suo totem, la difesa dei Knicks crolla. Gli Spurs scappano subito sul 12-2, zittendo il pubblico di casa, per poi allungare fino al 41-22 di fine primo quarto. La frazione è dominata dalla perfezione balistica di Devin Vassell (infallibile dall’arco) e dai nervi a fior di pelle, culminati nel Flagrant 1 sanzionato a Mitchell Robinson per una gomitata al mento di Wembanyama, reo di aver provocato l’avversario dopo un canestro.
Il secondo periodo non fa che acuire l’agonia di New York. La tensione resta altissima – con Jose Alvarado che rischia grosso scagliando a terra Wembanyama in una mischia sotto canestro – ma San Antonio non si fa distrarre e continua a bombardare la retina. I texani chiudono un primo tempo fantascientifico sul 76-49, tirando col 60% dal campo e registrando un irreale 14/26 da tre punti (record per un tempo alle Finals). Vassell non sbaglia mai (5/5 al tiro), Wembanyama domina con 16 punti e 6 rimbalzi, e gli Spurs volano negli spogliatoi con il massimo vantaggio mai registrato in trasferta nella storia delle finali NBA (+27). La partita sembra archiviata.
La rimonta del secolo: difesa d’acciaio e il tap-in di Anunoby
Al rientro dagli spogliatoi, però, l’inerzia cambia improvvisamente volto. Un gomito alto involontario di Wembanyama sul volto di Towns costa al francese un Flagrant 1 (fischio pesantissimo, che lo mette a rischio squalifica per le prossime gare) e accende la scintilla nei padroni di casa. La difesa di New York, fino a quel momento in balia degli avversari, alza un muro insormontabile. I texani smarriscono la via del canestro, chiudendo la terza frazione con un misero 4/20 al tiro e trovando una sola tripla. Passo dopo passo, spinta dal calore del Madison Square Garden, la squadra di Mike Brown rosicchia lo svantaggio, accorciando le distanze fino al 90-75 che tiene vive le speranze in vista degli ultimi dodici minuti.
L’ultimo quarto è pura epica sportiva. Un monumentale Towns attacca Wembanyama dal fondo per firmare il ritorno in singola cifra (-9), mentre Anunoby fa esplodere l’arena con la tripla del -4. Il finale è un susseguirsi di colpi di scena: Josh Hart sbaglia un sanguinoso layup in contropiede che valeva il sorpasso, ma ci pensa Jalen Brunson, con un clamoroso floater nel traffico, a regalare a New York il primo, incredibile vantaggio della serata (105-104). Gli Spurs, tenuti a galla solo da Stephon Castle (a segno con i liberi del controsorpasso texano a 30 secondi dal termine), barcollano. Sull’ultimo possesso, Brunson si prende la responsabilità del tiro decisivo: la sua tripla si infrange sul ferro, ma un irreale OG Anunoby vola a rimbalzo e corregge a canestro con il tap-in della vittoria a 1.2 secondi dalla fine. Il disperato tentativo finale degli Spurs si spegne nel nulla: New York compie il miracolo, Gara 4 è dei Knicks, che volano sul 3-1: la squadra di Mike Brown è molto vicina alla storia.
