Sono tempi duri per un tifoso NBA. L’inizio della stagione è lontano ancora un mese, le emozioni della stagione passata sono, appunto, passate. Il mercato è stato sconvolgente, per certi versi, con l’approdo di Kevin Durant ai vice-campioni in carica Golden State Warriors. Ma anche le trade sono quasi finite e il caro vecchio Robert Sacre ancora disponibile tra i free agent non può riuscire a tenerci sulle spine. Nel frattempo possiamo solo pensare a quali saranno le squadre che domineranno la prossima stagione. E a quelle che inevitabilmente porteranno la scienza del tanking a nuovi orizzonti. Già, tankare, ma chi saranno i protagonisti del Draft 2017? I siti specializzati a stelle e strisce ne hanno già individuati alcuni, noi cominciamo da questi tre.
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Nonostante sia una pointguard, Fultz può anche chiudere al ferro così
Markelle Fultz
Alto circa 1,95 cm per 85 kg, la prossima pointguard dell’università di Washington sembra quasi non avere difetti, almeno in prospettiva. Già paragonato da alcuni a Brandon Roy (scende una lacrimuccia…), Markelle Fultz è una combo-guard moderna che può cambiare ruolo a seconda delle esigenze della sua squadra. Quest’estate ha guidato i suoi Stati Uniti alla vittoria del torneo Americano FIBA in Cile. Nominato MVP del torneo a 13.5 punti di media e 5.2 assist, Fultz è quella guardia che ti sembra lenta, e che in realtà è sempre sotto controllo.
Già abilissimo nel gestire i pick&roll, con un jumper da raffinare ma già ben impostato, Markelle Fultz è anche dotato di un atletismo esplosivo. Questa caratteristica gli permette di chiudere al ferro con violenza, da vera pointguard moderna. Washington probabilmente è la scelta giusta, dato che ha fornito negli anni PG di assoluto livello alla NBA. Oltre allo sfortunatissimo Roy, Washington è stata casa anche di Nate Robinson, Isaiah Thomas e il neo-Spurs Dejounte Murray. Da seguire con attenzione nella prossima stagione NCAA, Markelle Fultz potrebbe essere la top pointguard della classe del Draft 2017.
Josh Jackson

Se riesce a raffinare il suo gioco, Josh Jackson ha un futuro brillante nella NBA
Jackson è l’ala super-atletica che farebbe sempre comodo a qualsiasi squadra. Un po’ più anziano del resto della sua classe (ha 7 mesi più di Brandon Ingram), il futuro allievo di Bill Self a Kansas ha un anno molto importante dinanzi a sé. Innanzitutto il gioco di coach Self è incentrato su due big men classici, quindi le spaziature diventano fondamentali. A un giocatore di grezzo atletismo come Jackson, ancora sprovvisto di jumper, servirà molto lavoro per guadagnare un ruolo funzionale all’interno della squadra.
Jackson però si è già rivelato un ottimo passatore. Nonostante le sue straordinarie capacità fisiche spesso evita di attaccare a testa bassa. In questo modo è capace di trovare l’uomo libero sul perimetro e anche di gestire il contropiede. Se doti fisiche e tiro sono rispettivamente il meglio e il peggio di questo giocatore, il palleggio rimane nella media. Jackson può gestire il pallone, ma rischia di cadere in trattamenti superficiali a volte, e in questo deve sicuramente migliorare. Inoltre a 2,07 cm d’altezza e circa 90 kg di peso forse è ancora troppo leggero per il livello NBA. Ha però tempo per lavorare sulla sua stazza e, soprattutto, sul suo gioco. Le potenzialità fisiche sono tali, comunque, da ispirare molta fiducia in vista del Draft 2017.

Harry Giles è un lungo moderno che può attaccare anche dal palleggio
Harry Giles
Se Josh Jackson è l’ala versatile che tutti vorrebbero, allora Harry Giles è la risposta alla seguente domanda: come dovrebbe essere un lungo nel 2016. Lo stiamo vedendo tutti con Karl-Anthony Towns, Anthony Davis, Kristaps Porzingis. Il modo di interpretare il ruolo è cambiato drasticamente, e con un po’ di fortuna Giles si inserirà nella scia. Una spintarella dalla buona sorte non gli farebbe sicuramente male, al futuro giocatore dei Blue Devils di Duke. Prima di aver compiuto 18 anni il ragazzo ha già subito due gravissimi infortuni ai legamenti di entrambe le ginocchia. Altrimenti sarebbe stato considerato il prossimo numero 1 del Draft 2017 senza ulteriori dubbi.
Essendo giovane, però, il fisico di Giles ha tutte le possibilità per recuperare al meglio. Alto 2,11 cm per 104 kg, fornito di una esplosività che gli permette di difendere sul perimetro forse meglio di quanto fa sotto al canestro, è un animale da rimbalzo offensivo. Sta sviluppando un ottimo semigancio – mostra un ottima sensibilità – e anche il tiro dalla media promette benissimo. Insomma, l’anno a Duke ci dirà molto su di lui. Ormai è quasi un anno che non gioca e sono tutti curiosi vederlo in azione nella NCAA. La NBA, dal canto suo, saprà benissimo come accoglierlo.







