Sergio Rodriguez, per tutti “El Chacho” e Kyle Hines, per molti “Sir Kyle”, sono stati due dei giocatori più importanti nella storia della pallacanestro europea, e forse due dei primi cinque più importanti giocatori degli ultimi 15 anni in Europa. Grazie all’Olimpia Milano, abbiamo avuto la fortuna di vederli giocare nel campionato Italiano, in LBA.
Kyle Hines, dopo aver vinto quattro Euroleghe tra Olympiakos e CSKA Mosca, si è unito alla squadra di Patron Giorgio Armani nel 2020, ritirandosi ufficialmente proprio lo scorso mercoledì. In maglia Olimpia Milano Hines ha vinto tre scudetti consecutivi, due coppe Italia e una Supercoppa, raggiungendo alla sua prima stagione in Italia anche le Final Four di Eurolega.
Sergio Rodriguez invece, dopo aver fatto la storia del Real Madrid e aver girato anche qualche squadra NBA (Blazers, Kings, Knicks e 76ers), si è accasato a Milano nel 2019, per poi tornare definitivamente a Madrid e vincere la sua ultima Eurolega nel 2023. Si è ritirato ufficialmente il 19 giugno scorso. Anche lui con Milano ha raggiunto le Final Four nel 2021, e ha vinto uno scudetto, due coppe Italia e una Supercoppa.
Insieme hanno formato una coppia da sogno, che ha portato ancora più prestigio al nome già prestigioso dell’Olimpia Milano. Proprio per questo la società ha deciso, dopo il ritiro ufficiale dei due, che inserirà entrambe le leggende all’interno della Hall of Fame del club. È stato proprio la squadra milanese, tramite il proprio profilo X e in risposta ad un tweet di Rodriguez di tributo ad Hines, ad annunciare che verrano onorati di questo riconoscimento che li renderà ancor più indelebili nella storia di questa gloriosa società.



La prima impressione è un’impressione sbagliata. Proponi al direttore di NBA Passion un articolo sul futuro della nazionale spagnola di basket e sei assolutamente sicuro che scriverai dell’imminente sfaldamento della Roja. “Logico”, pensi “oltre a Pau Gasol sono molti gli ultratrentenni, per cui di certo ci sarà un ricambio generazionale pesante”. Poi vai a controllare per essere sicuro di fornire un’informazione corretta e chiaramente vieni smentito. Pollo.
Ma torniamo alla Spagna, focus della nostra riflessione. È possibile che la campana suoni anche per le Furie Rosse, almeno guardando al breve periodo? È una possibilità. Il ritiro di Pau Gasol crea un vuoto significativo, in quanto il lungo degli Spurs è sempre stato il fulcro del gioco della squadra, con la sua bidimensionalità, la sua capacità dopo il blocco di aprirsi così come di fiondarsi a canestro, di essere letale dalla media e lunga distanza così come dal post, insomma, con il suo essere Pau, il pianista che diventò cestista per caso. Non è un caso che quando Pau è mancato, ai Mondiali 2010 e ad Eurobasket 2013, la Spagna abbia sofferto, nell’ambito delle prestazioni. Mirotic o Claver da qui se ne smezzeranno posto e responsabilità, in attesa magari che qualcuno tra i giovani Marc Marti, Alejandro Suarez, Santiago Yusta, Ramon Vila (scuola Barça) possano magari un giorno ripercorrerne le orme. Ad oggi sembra impossibile, ma come sempre il domani è intellegibile agli esseri umani.





