El príncipe español: Pau Gasol

Pau Gasol.

Pau Gasol.

Il 4 luglio è una data storica per gli americani ma da ieri, forse, un po’ di più. La notizia che Kevin Durant abbia scelto di giocare nei Golden State Warriors ha fatto il giro del mondo e dunque, un’altra bomba di mercato è passata in secondo piano. Pau Gasol è un nuovo giocatore dei San Antonio Spurs. Per i grandi appassionati di basket avere la possibilità di vedere insieme Pau Gasol e coach Gregg Popovich è un qualcosa di cosi meraviglioso da non poter passare inosservata. L’ex giocatore di Grizzlies, Lakers e Bulls ha firmato un contratto biennale da 30$ milioni. L’unica vero grande aspetto negativo della faccenda è che ciò potrebbe voler significare il ritiro dello Spur per eccellenza, Tim Duncan. Il #21 non ha ancora rilasciato dichiarazioni ma la sensazione è che non avremo più il piacere di vederlo sul parquet.

Gasol nel sistema Spurs: come si inserisce?

Pau Gasol si aggiunge ad un roster già competitivo, capace, la passata stagione, di andare ad un passo delle finali di Conference. Molti opinionisti negli USA hanno storto il naso per l’acquisto di Pau, giocatore dall’indubbio talento ma ormai alla fine della sua carriera, data l’età(36 anni) e la poca dinamicità fisica. Le critiche non sono assolutamente campate in aria ed il rischio che la presenza di Pau Gasol aumenti le difficoltà fisiche e difensive degli Speroni è concreto. Tuttavia coach Popovich, abituato da anni ad allenare anche giocatori “non giovanissimi”, saprà sicuramente “nascondere” le lacune difensive di Pau. Come? Col sistema Spurs ovviamente. Sistema che non solo è in grado di migliorare la fase offensiva, ma anche quella difensiva. Siamo abituati a soffermarci sulla brillante circolazione di palla degli Spurs ma, spesso, non notiamo i vantaggi che comporta il “giocare di squadra” anche in fase di non possesso palla. Aiuti tempestivi dal lato debole, close-out da parte dei giocatori più giovani ( Kahwi Leonard su tutti ), letture anticipate delle giocate degli avversari, sono tutti aspetti del gioco Spurs che non potranno che far brillare il talento cristallino in fase offensiva di Paul Gasol. Unici dubbi concreti sono legati alla sua fisicità: nella serie contro Oklahoma City si è visto in pieno il punto debole degli Spurs, che sono crollati contro i Thunder, che correvano molto di più, erano più reattivi a rimbalzo ed arrivavano per primi sulle palle a metà. Insomma il catalano non aiuterà per nulla gli Speroni, o forse si? L’addio di Tim Duncan potrebbe essere una notizia molto triste per noi amanti della palla a spicchi, è vero, ma nell’ultima stagione ha dimostrato di essere davvero ai minimi storici a livello di peso per la squadra a livello di gioco espresso sul campo (perché è indubbio che il suo essere leader vada ben oltre questo aspetto del basket). Ma gli anni sono quelli che sono, le ginocchia anche e prendere Pau Gasol come centro è sicuramente un salto di qualità non da poco. Lato positivo l’attacco: con Pau e Aldridge sotto canestro ne vedremo davvero delle belle. Gioco in post, mani vellutate per entrambe, insomma offensivamente nulla da dire, ma resta sempre la difesa l’eventuale tallone d’Achille su cui dovrà lavorare molto Popovich.

Ci perdonerà Durant ma Pau Gasol, “El príncipe español”, non può essere secondo a nessuno, nemmeno a livello di notizie.

 

 

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