Epilogo
In quasi tutti i romanzi, il finale del romanzo è, più o meno, lieto. L’eroe riesce nella sua impresa, sconfigge il nemico o gli eventi e torna alla sua normalità. Certo, piangerà qualche perdita, ma torna di certo più forte di prima.
L’epilogo di questo romanzo gialloviola ha il sapore del cliffhanger. E’ Natale e le cheerleader vestite per l’occasione sembrano essere l’unico regalo per i tifosi dei Lakers. Nell’altro spogliatoio ci sono i rivali più sottovalutati, i cugini poveri e sbeffeggiati da sempre, il versante sfigato di LA: i Clippers di Paul e Griffin.
Ma sono Clippers senza Paul e Griffin. E pur con un roster ben al sopra della media, giocare senza i propri due miglior giocatori è come guidare a fari spenti nella notte: morire non è poi così difficile. I nostri Lakers, dopo innumerevoli sconfitte e umiliazioni, dopo la pressione mediatica e accerchiati dalle aspettative dei fan, riescono nell’impresa.
I Lakers battono i Clippers nel giorno di Natale.
Per un giorno sono dei veri eroi. Vincono di poco, convincono il giusto. Recuperano un parziale che dopo il primo quarto sembrava già piuttosto pesante. Lo fanno da squadra, con giocatori giovani e talentuosi, con un futuro incerto ma con alte aspettative.
Dicevamo che questo finale sembra un cliffhanger, solo la fine del primo tempo. Giusto qualche minuto per i pop corn e la visita alle toilette e lo spettacolo ricomincia. Chissà, magari con un vero finale più lungo di quello che ci si aspettava.

