Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiLos Angeles Lakers: quante le possibilità di fare i playoff?

Los Angeles Lakers: quante le possibilità di fare i playoff?

di Giacomo Manini
lebron james George Floyd

La stagione dei Los Angeles Lakers non è andata esattamente come si aspettavano i tifosi, tra infortuni e complicazioni varie sta sfumando l’obiettivo minimo ovvero il raggiungimento dei playoff. In un’annata, finora, negativa sono comunque state messe basi da cui ripartire l’anno prossimo e si sono identificati i punti deboli su cui invece bisogna necessariamente intervenire. Approdando in una franchigia come i Lakers del 2018, LeBron James non poteva di certo aspettarsi di essere competitivo per il titolo da subito, la sua scelta è stata dettata da molti altri fattori, anche se forse non si immaginava di dover lottare con le unghie e con i denti fino all’ultima partita per ottenere un posto in postseason.

Questo rush finale nella Western Conference è rapsodico e poco prevedibile, perciò un’analisi dei calendari può farci capire qualcosa di più. A circa 20 partite dalla fine della regular season ci sono 6 squadre sicure dei playoff e che battagliano per il fattore campo, Warriors, Nuggets, Thunder, TrailBlazers, Rockets e in coda i Jazz. Mentre si contendono il settimo e l’ottavo posto: Spurs, Clippers, Kings, Lakers e TWolves.

LA FOLTA CONCORRENZA

Gli Spurs escono da un rodeo tour che è costato parecchie sconfitte, ma da adesso in poi hanno ben 11 scontri con squadre in zona playoff nelle rimanenti 19 partite. Il mini vantaggio che hanno e il possibilissimo 3-0 per chiudere la stagione (Wizards, Cavs e Mavs) sono le principale ragioni per cui ad oggi è difficile vederli fuori, la loro corsa però sarà tutt’altro che in discesa.

I Los Angeles Clippers giocheranno 9 volte contro squadre in zona playoff, avranno tanti scontri diretti tra cui i 2 derby losangelini in cui ci si gioca il tie breaker in caso di record uguale. La squadra di Doc Rivers ha fatto operazioni in sede di trade deadline che non aiutano la squadra nell’immediato, ovviamente il loro obiettivo principale è quello della free agency 2019 dove cercheranno di accaparrarsi almeno una superstar. I Clippers non hanno abbandonato la lotta playoff e stanno dimostrando di avere un impianto molto interessante in vista della prossima stagione. Il lavoro di Rivers, West & Co. sta dando i primi frutti e un giro in postseason dimostrerebbe ancor di più quanto di buono è stato fatto, ad oggi però sembrano essere gli indiziati a perdere l’ottava casella.

Se abbiamo definito questo rush finale ‘rapsodico e poco prevedibile’ una delle ragioni principali sono i Sacramento Kings. Il calendario prevede partite tutto sommato abbordabili e sembrano davvero poter dare uno scossone importante per gli spot liberi. 10 delle ultime 21 saranno contro squadre in zona playoff, ma Jazz alla terzultima in casa con loro verosimilmente già qualificati, Spurs in casa, 2 volte i Rockets e 2 i Celtics entrambe 1 in casa e una no, 2 volte i Knicks e 2 volte i Pelicans quindi a meno di cataclismi 4 vittorie o quantomeno 3 certe. Insomma i Kings hanno la strada spianata verso un finale di stagione da 12-14 vittorie circa ed essendo una squadra con pochissime pressioni e tanta voglia di dimostrare, sono assolutamente candidati a un posto in postseason. Una serie Denver-Sacramento o Golden State-Sacramento, sarebbe molto divertente da vedere e i giovani Kings finalmente hanno un futuro interessante davanti a loro, dopo anni di buio totale.

I Los Angeles Lakers giocheranno 14 volte su 21 contro squadre che occupano la zona playoff, quindi ci sono da fare pochissimi calcoli per loro, (tranne un paio) ogni partita è sostanzialmente must win ed è ora di non fare più passi falsi. Nella volata finale delle ultime 7-8 gare devono trovarsi al massimo a 2 vittorie di distanza oppure possono dire addio alla postseason. Tra 1 settimana tornerà Lonzo Ball, fondamentale a dir poco per gli equilibri difensivi gialloviola e per allungare decentemente la rotazione, i veterani stanno passando un periodo di forma tremendo e anche per loro è arrivato il momento di salire di colpi e guidare la squadra ai playoff. Tra questi è ovviamente compreso LBJ che non può e non deve astenersi dal competere al massimo livello per 48 minuti sui due lati del campo, i Lakers non possono permetterselo. Le due sfide cittadine con i Clippers e quella in trasferta a Sacramento saranno di fondamentale importanza per il tie breaker e per dare un po’ di morale. La coppa Magic e Pelinka e ancor di più Luke Walton, si giocano tantissimo in questo rush finale, non fare i playoff e non essere riusciti ad affiancare un all star al prescelto sarebbe qualcosa di criticabile e per Walton quest’annata verosimilmente sarebbe l’ultima sulla panchina gialloviola. Le ultime 5 partite saranno molto toste: Thunder, Warriors (in trasferta), Clippers, Jazz (in trasferta) e Trail Blazers (in trasferta), da queste gare può cambiare un anno di lavoro, perché in caso di raggiungimento dei playoff una serie contro Denver, ad esempio, sarebbe alla portata di LeBron e compagni, finale interessante e delicato.Di poco indietro troviamo Minnesota, che dopo l’affaire Jimmy Butler ha ridimensionato le ambizioni e un posto ai playoff al 98% non lo vedrà quest’anno, però al momento è difficile da tagliar fuori del tutto perché si trova in piena corsa. 14 partite contro delle squadra in zona playoff rendono il cammino ancor più tortuoso, tendenzialmente fra 6-7 gare potremo escluderli dal novero delle contender ad Ovest, ma fin quando l’aritmetica non li condanna sono da tenere d’occhio.

Dati di Fivethirtyeight.com

Il sito di riferimento in ambito di previsioni statistiche sullo sport è sicuramente fivethirtyeight.com, nella sezione NBA c’è una % di probabilità di eventi legati a squadre, derivata da algoritmi e da complesse valutazione di big data. La colonna con maggior predominanza di arancione indica la percentuale del raggiungimento dei playoff, quella successiva a destra (75% Warriors, 3% Nuggets) si riferisce alla possibilità di giocare le finali di conference e l’ultima è relativa alle chance di essere nelle NBA Finals 2019. Questi dati sono abbastanza accurati e molto spesso tendono a risultare esatti, non possono però tenere conto di tutti quegli aspetti che non rientrano in ambito numerico e per questo vanno sempre prese con le pinze; ad esempio il 75% di playoff per i Clippers e solo il 20 per i Lakers e il 14 per i Kings, sembra davvero opinabile. I più fiduciosi davanti a questi numeri dovrebbero essere i San Antonio Spurs che con uno sprint di 6-7 partite fatte bene potrebbero davvero staccare in anticipo un piazzamento in post season.

PERCHÉ BISOGNA AVERE FIDUCIA NEI LOS ANGELES LAKERS?

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Lonzo Ball.

Nelle molteplici situazioni negative della stagione gialloviola ci sono dei lati positivi, tra questi c’è sicuramente la solidità dimostrata da Hart e Kuzma, due role player a basso prezzo anche per il futuro (soprattutto il primo) sono due giocatori che possono performare bene pure con un ruolo marginale, sanno cosa devono fare nella NBA. Le enormi difficoltà difensive e la poca elettricità offensiva in certe fasi di gioco recenti, sono dovute in parte dall’assenza dell’infortunato Lonzo Ball; chiaramente la sua stagione non può essere definita in toni positivi, però lui è tra quelli su cui si potrebbe fare affidamento ai playoff in caso o comunque può essere una pedina importante in sede di trade. LeBron, Magic e Pelinka hanno lo scenario in cui portare 1-2 all star e quest’estate non potranno sbagliare, servono big player e loro devono riuscire a portarli tramite trade (Davis, Lillard, Beal) o tramite free agency (Durant, Leonard, Thompson), anche perché i free agent liberi saranno davvero tanti e i Lakers sono una delle destinazioni preferite.

PERCHÉ NON BISOGNA AVERE FIDUCIA NEI LOS ANGELES LAKERS?

Coach Luke Walton, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden

Coach Luke Walton, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden (Elise Amendola, AP Photo)

Da Brandon Ingram ci si aspettava una stagione diversa, lo si pensava pronto ad essere il secondo violino del Re, per ora non lo è stato se non a tratti. L’obiettivo minimo dei playoff sembra allontanarsi e lo scambio fallito per Anthony Davis non è un buon segnale in vista del lavoro futuro del front office gialloviola. Rondo, McGee, Chandler e il resto dei veterani, sono stati eccessivamente altalenanti e troppo spesso dannosi per i risultati di squadra. Se è vero, ad esempio, che Rajon ai playoff si trasforma e cambia veste trasformandosi in uno pseudo All Star caliber player, è pur vero che in regular season si prende troppe pause e non è l’ideale per i Lakers 2018/2019; detto ciò la sua leadership sui giovani nel roster è sempre tangibile, anche più di quella di James a volte. Luke Walton non è riuscito minimamente a dare un gioco riconoscibile e funzionale alla squadra, in più in molti hanno tirato i remi in barca precocemente in certe gare e contesti, tenere tutti sulla corda uniti a lottare per un obiettivo è il compito del coach, nonostante in molti non si vedono più a LA l’anno prossimo. A Los Angeles tante volte si è fallito nel rebuilding e LeBron non è garanzia assoluta di successo in questo senso, l’età avanza e le possibilità di costruirci un contesto vincente intorno si riducono di finestra in finestra, per questo l’estate 2019 sarà infuocata.

 

 

 

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