Se Gara 1 aveva lanciato un segnale, Gara 2 rischia di aver già indirizzato pesantemente queste NBA Finals 2026. I New York Knicks compiono l’impresa perfetta: espugnano per la seconda volta consecutiva il Frost Bank Center, sopravvivono a un finale letteralmente al cardiopalma e volano sul 2-0 nella serie contro i San Antonio Spurs. In una partita fatta di parziali, contro-parziali, nervi tesi e continui ribaltamenti di fronte, i ragazzi di coach Mike Brown hanno dimostrato una tenuta mentale d’acciaio. Nonostante i pesanti problemi di falli dei titolari e le fiammate di un Victor Wembanyama a due facce – inarrestabile nella ripresa ma fatale con l’errore sul tiro della vittoria – New York si è aggrappata al talento di Towns, al cinismo di Brunson, a un incredibile Bridges e all’energia vitale della sua panchina. Ora la serie si sposta nella bolgia del Madison Square Garden: per i giovani Spurs la montagna da scalare ha ufficialmente assunto le sembianze di un Everest.
Primo tempo senza Wemby per gli Spurs: Knicks cinici
Il primo quarto di Gara 2 parte subito a ritmi altissimi. Devin Vassell e un aggressivo Jalen Brunson inaugurano il tabellino, ma a rubare la scena è il solito Julian Champagnie, letale con due triple in avvio. I Knicks restano aggrappati al match con i canestri dall’arco di Anunoby e Towns, mentre gli Spurs giocano d’astuzia e inaugurano la tattica dell'”Hack-a-Shaq” su Mitchell Robinson: il centro, che tira col 40% in stagione, è costretto ad andare ripetutamente in lunetta lottando anche con un mignolo fratturato, e riesce a limitare i danni firmando il provvisorio -3. Negli ultimi minuti, però, San Antonio rimette la freccia: un layup di Vassell e il siluro da tre di un redivivo De’Aaron Fox chiudono una frazione dominata balisticamente dai padroni di casa (4/8 dalla lunga distanza). Gli Spurs volano a +8 e costringono da subito New York all’inseguimento.
Nel secondo periodo coach Brown ritrova Towns e cambia la musica: 7 punti in fila del centro dei Knicks con tanto di schiacciata in faccia a Wembanyama e nuovo -5 per gli ospiti. Ancora KAT con l’assist in mezzo a 3 difensori degli Spurs, Bridges segna il canestro del -3. Il 25 dei Knicks si accende (perfetto con un 3/3 dall’arco) e a una super stoppata in transizione di Anunoby su Harper. Il clima sul parquet si infiamma a ridosso dell’intervallo: Josh Hart spende un sanguinoso Flagrant 1 per fermare Vassell lanciato a canestro, e poco dopo Robinson si becca un fallo tecnico per una spinta a Wembanyama. Nonostante il nervosismo, l’attacco di New York sale di giri e trova il primo, effimero, vantaggio con un’incursione di Shamet. La vera spallata prima della pausa lunga, però, porta la firma di Karl-Anthony Towns, assoluto mattatore del primo tempo con 17 punti e 7 rimbalzi: è una sua tripla su scarico di Bridges a fissare il punteggio sul 54-52 per i Knicks. Si va negli spogliatoi con l’inerzia completamente ribaltata, complice anche un Wemby stranamente silenzioso (appena 7 punti a referto), che ha lasciato il peso dell’attacco texano sulle sole spalle di De’Aaron Fox (12 punti).
Wembanyama rinasce ma non basta
Il terzo quarto si apre a tinte arancio-blu: Karl-Anthony Towns domina a rimbalzo e una tripla di Brunson spinge i Knicks sul +10. L’attacco texano fatica, ma si aggrappa a De’Aaron Fox e approfitta dei pesantissimi problemi di falli di New York. Nel giro di pochi possessi, infatti, sia Josh Hart che Towns commettono la loro quarta penalità. Sfruttando l’assenza dei due pilastri ospiti, Wembanyama e Castle suonano la carica, riportando gli Spurs fino al -4. Proprio nel momento di massima emergenza, però, coach Brown trova la contromossa perfetta: un rovente Mikal Bridges (già a quota 20 punti) e la solida tenuta della second unit ricacciano indietro i padroni di casa. New York reagisce di nervi, chiude la frazione sul +9 e lancia un chiaro segnale in vista dell’ultimo, decisivo periodo.
L’ultimo quarto è una sceneggiatura da brividi. La panchina dei Knicks (con Shamet e McBride sugli scudi) prova la fuga decisiva, spingendo New York fino al +12 a meno di sette minuti dalla sirena. Quando la gara sembra in ghiaccio, l’arena si infiamma: Fox e un incontenibile Victor Wembanyama (salito a 24 punti) guidano un furioso parziale di 14-0, culminato con il clamoroso pareggio in penetrazione di Harper a quota 97. Nel finale punto a punto succede di tutto. Wemby firma il sorpasso texano con un gioco da tre punti a meno di un minuto dal termine, ma Jalen Brunson risponde da campione impattando a quota 104. A 10 secondi dalla fine si consuma il dramma sportivo: Wembanyama getta via un pallone sanguinoso non capendosi con Castle, Brunson ringrazia, subisce fallo e fa 1/2 in lunetta regalando il +1 agli ospiti. L’ultimo possesso per vincere la partita è tra le mani di San Antonio, ma il tiro sulla sirena dello stesso Wembanyama si infrange sul ferro. I Knicks sbancano il Texas in una Gara 2 epica: le Finals sono sul 2-0.
