Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiCavs, è notte fonda a New Orleans: vincono i Pelicans all’OT 108-114

Cavs, è notte fonda a New Orleans: vincono i Pelicans all’OT 108-114

di Mario Tomaino

Dopo la brutta prestazione andata in scena Martedì notte contro i Wizards, arriva la seconda sconfitta consecutiva per i Cleveland Cavaliers sul campo dei New Orleans Pelicans; i Cavs sono entrati in un vortice dal quale, al momento, pare non riescano più ad uscire.

 

INUTILE LA CARTA DELLY – La mossa di coach Blatt a poche ore dall’inizio della partita è stata chiara: togliere un difensore non eccelso come Mo Williams per tentare di porre maggiore pressione sul portatore di palla giocando la carta Dellavedova. Mossa che è riuscita solo in parte, perché i Pelicans, attraverso l’uso costante del P&R e lo sfruttamento delle errate letture difensive dei Cavs, hanno trovato con facilità il pitturato, diventato ormai terreno fertile per le avversarie di Cleveland. Le scelte errate sui raddoppi effettuati sul portatore di palla poi, hanno lasciato tempo e spazio agli shooters dei Pelicans, specie nel secondo tempo, di poter colpire facilmente dall’arco, evidenziando gli ormai noti problemi difensivi dei Cavs.

 

E SE NON BASTANO I 37 DI JAMES… – E se non bastano neppure i 37 punti messi a referto da LeBron James, allora Cleveland si è cacciata in un bel fardello. Come accade regolarmente da inizio stagione oramai, “The King” cerca prima di mettere in moto i suoi e poi, quando la partita lo richiede, entra in gioco in prima persona. E la partita lo ha richiesto. Cavs che, ritrovatisi a dover recuperare ancora una volta un importante svantaggio accumulato tra terzo e quarto periodo (nella notte massimo svantaggio toccato a quota -13), si sono affidati al solito LeBron James che ha trascinato i suoi fino all’OT grazie ai 23 punti segnati (sui 28 totali) nell’ultimo periodo di gioco dei Cavs.

 

MIGLIORAMENTI ALL’ORIZZONTE – Nonostante tutto, qualcosina pare si sia mosso verso un leggero miglioramento nella notte. Se la fase difensiva è ancora completamente da rivedere, l’attacco qualche cosa di buono ha costruito. Rispetto alle ultime uscite, nel primo tempo s’è visto senza dubbio un maggior movimento di uomini e di palla, che ha causato diversi grattacapi alla difesa non proprio perfetta dei padroni di casa. J.R. Smith, con un sussulto d’orgoglio, ha ritrovato la sua solita mano calda, siglando 15 dei primi 27 punti dei Cavs con 4-5 dall’arco. Bene ma non benissimo perché, in uscita dagli spogliatoi, Cleveland è calata vistosamente, concedendo a NOLA un vantaggio arrivato fino al +13: serve maggiore continuità e presenza da parte di tutti per uscire da questo momento infelice.

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