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Clippers, Doc Rivers garantisce: “Tra DeAndre Jordan e Chris Paul nessun problema”

di Mauro Manca

Chris Paul e DeAndre Jordan godono di un ottimo rapporto tra loro, così come con Blake Griffin. Tutti e tre sanno benissimo di aver bisogno gli uni degli altri per arrivare a vincere un anello tutti insieme”. Il coach dei Los Angeles Clippers Doc Rivers, intervistato da Fred Roggin, smentisce le voci in merito a presunte frizioni tra le stelle della sua squadra, spiegando come i giocatori siano perfettamente consapevoli di quanto sia importante mantenere intatto il nucleo storico in ottica futura. Società e Staff tecnico lavorano sottotraccia per mantenere in toto la batteria dei big three, ma mentre Paul e Griffin godono di un contratto che scadrà solo nel 2018, la questione DeAndre Jordan potrebbe rivelarsi più spinosa del previsto, specie considerato che il centro nativo di Houston dal primo luglio sarà free agent e quindi libero di accasarsi altrove. Il front office dei Clippers ha già lasciato intendere di essere pronto ad offrirgli un rinnovo quinquennale da $108.700.000 dollari, ma il giocatore ha anche la possibilità di firmare per un’altra franchigia guadagnando $80,7 milioni in quattro anni.

 

Credere fortemente nel progetto della proprietà Ballmer è una prerogativa fondamentale per un felice proseguo di convivenza nella città degli angeli, anche se ora come ora continua a bruciare parecchio l’avvilente rimonta subita dai Rockets in seminfinale di conference, definita dallo stesso Rivers come una delle più cocenti delusioni della sua carriera: “Non lo dico spesso e non voglio mancare di rispetto a Houston, ma io sentivo che in quella serie noi eravamo la squadra migliore. Invece, sul 3-1 e con la possibilità di chiudere la serie, ci siamo praticamente fatti fuori da soli. Questa eliminazione mi ha fatto più male della gara 7 persa contro i Lakers nelle finali del 2010, un back to back ( gara 6 e gara 7) che ha sconvolto parecchio me e tutto il gruppo. Penso però che stiamo andando nella direzione giusta e che abbiamo tutto il dovere di riprovarci a partire dal prossimo anno. Questo è un gruppo maturo, anche Jordan e Lebron hanno cominciato a vincere solo a 27-28 anni”.

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