Come essere importante in una partita NBA contro i campioni in carica segnando solo un punto e sbagliando tutti i tiri presi: insegna Marcus Smart.
Una vera e propria prestazione in stile Dottor Jekyll e Mr. Hide quella messa a referto ieri notte dal prodotto di Oklahoma State il quale non è riuscito ad incidere in alcun modo offensivamente (togliendo anzi due punti a Kyrie Irving e perdendo una palla sanguinosa nel finale) ma che difensivamente si è comportato egregiamente di fronte ad una delle squadre con il potenziale offensivo maggiore della NBA.
Il suo plus/minus, in una delle peggiori partite a livello statistico della sua carriera, è stato comunque di +15 e il suo defensive rating è stato di 71.4, il che significa che i Golden State Warriors hanno segnato 0.71 punti per possesso quando lui era in campo. Prima di questa partita, ne segnavano 1.16 (migliore della lega). In generale, le squadre avversarie segnano 94 punti per 100 possessi quando Marcus Smart gioca, dato che lo colloca al primo posto fra tutti giocatori che hanno un minutaggio simile a lui.
L’analista Alex West, secondo quanto riportato da NBA Math, ha recentemente commentato le prestazioni del 23enne elogiando la sua grinta e la sua voglia:
“Smart farà di tutto per far vincere la sua squadra, difendere, andare forte a rimbalzo, proteggere il ferro o gettarsi a terra per recuperare una palla. E’ pronto a lavorare per il bene del team tutte le partite. Ogni squadra amerebbe avere un giocatore cosi, anche se i suoi numeri al tiro non sono dei migliori“.
I suoi compagni usano solitamente la parola intangibles per descrivere il contributo che Smart porta a Boston.

