Warriors sul 2-0,Spurs con le spalle al muro

Dopo le prime due partite della finale della Western Conference,giocate entrambe all’Oracle Arena di Oakland, i Golden State Warriors sono in vantaggio per 2-0 sui San Antonio Spurs che ora si ritrovano già a giocarsi il tutto per tutto nella gara3 tra le mura amiche. Eppure il dominio dei vicecampioni NBA non è stato così netto soprattutto in gara1 dove gli Spurs per i primi due quarti sono riusciti ad imporre i propri ritmi ed arrivare ad avere un vantaggio addirittura di 23 punti. Spartiacque della partita,se non della serie, è stato sicuramente l’infortunio occorso a Kawhi Leonard dopo 4 minuti dall’inizio del terzo periodo di gioco: ancora quella caviglia che si gira,non una ma ben due volte, prima per uno scontro fortuito con i piedi di un compagno seduto in panchina dopo un canestro realizzato da 3 e poi poco dopo su un tentativo di close out di Zaza Pachulia. Da quel momento in poi i Warriors hanno ripreso in mano e poi vinto in volata gara1 nonostante un clamoroso Manu Ginobili in versione vintage e dominato senza tanti fronzoli gara2, dando una direzione ben precisa alla serie. Agli Spurs il difficilissimo compito di rimettersi in gioco con una prova d’orgoglio in gara3 anche se molto dipenderà dalle condizioni fisiche di Leonard,senza il quale l’impresa sembra davvero improbabile se non impossibile.

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GARA 1: SAN ANTONIO SPURS@GOLDEN STATE WARRIORS  111-113

 

GARA 2: SAN ANTONIO SPURS@GOLDEN STATE WARRIORS  100-136

 

 

Golden State Warriors: la chiave è ancora una volta il ritmo

 

Warriors avanti 2-0 e saldamente al timone della serie, questo emerge dalle prime due partite della serie a primo impatto ma forse in fondo in fondo le cose non stanno proprio così. In gara1, nei primi due periodi di gioco, i neroargento guidati da un indemoniato Kawhi Leonard e da un ottimo Aldridge erano riusciti a imporre il proprio ritmo giocando sempre a metà campo e questo ha creato non pochi problemi alla squadra di Steve Kerr e Mike Brown che si è ritrovata sotto di oltre 20 punti. E’ impossibile non pensare a come sarebbe andata gara1 se il destino (o Zaza Pachulia,come vogliamo chiamarlo) non ci avesse messo lo zampino mettendo KO Leonard che ha poi saltato anche la seconda gara della serie. Bisogna però anche dire che all’inizio del terzo quarto,nonostante il punteggio dicesse ancora decisamente Spurs (+23 al momento dell’uscita di Leonard) il ritmo era cambiato e si stava già giocando una pallacanestro molto più consona ai californiani, tenuti lontani solo da una serie incredibile di prodezze del numero 2 degli speroni. Successivamente è poi salito in cattedra Stephen Curry (40 punti in gara1) che ha fatto 4-5 minuti da vero MVP ed ha rimesso in carreggiata i suoi, coadiuvato da uno straripante Durant (34 punti per lui) e dal solito Draymond Green che quando c’è da combattere non si tira mai indietro. Gara2 invece è stata una partita alquanto piatta, con uno spartito già definito dai primi minuti che ha visto dominare Golden State dall’inizio alla fine.

 

In gara3 ci sarà da soffrire,perchè gli Spurs nel proprio fortino cercheranno ancor di più di portare la partita sui binari e sui ritmi preferiti e lì certamente l’atmosfera non sarà come quella dell’Oracle che si infiamma facilmente e trasmette carica a Curry e compagnia. Importante sarà anche coinvolgere di più Klay Thompson che non è ancora entrato in questa serie. Da registrare in casa Warriors l’infortunio di Andre Iguodala che ha saltato praticamente sia gara1 (solo 10 minuti con pochissimo impatto) che gara2 dove non è proprio sceso in campo ma che dovrebbe essere regolarmente al suo posto in gara3.

 

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San Antonio Spurs: Leonard troppo importante, inoltre manca la tenuta sui 48 minuti

 

I San Antonio Spurs hanno giocato una grandissima gara1 e nonostante l’infortunio di Leonard hanno comunque preso un tiro da 3 punti con Aldridge piedi a terra per mandare la partita all’overtime. Popovich può e deve essere soddisfatto di quello che ha visto,soprattutto nella prima parte di gara1, ed è da lì che deve ripartire per provare a riacciuffare questa serie. Limitando le palle perse attive e non forzando mai il contropiede da rimbalzo difensivo, gli Spurs sono riusciti ad inceppare i meccanismi perfetti di Golden State; il vero problema è riuscire a farlo per 48 minuti perché come ampiamente dimostrato i californiani hanno un tipo di gioco che si presta molto bene a prendere parziali ma anche e soprattutto a piazzarli. Se c’è una squadra che può recuperare 20 punti anche in 5-6 minuti se presti il fianco,anche a livello di finale di conference NBA, questa è proprio la squadra di coach Kerr. Per riaprire i giochi in gara3 Pop deve sperare che Ginobili sfoderi un’altra prestazione d’annata, che Aldridge sia più aggressivo e soprattutto di recuperare al 100% Kawhi Leonard senza il quale la serie appare più che compromessa.

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Gli Spurs sono una squadra che può sempre sorprendere perché dotata di un orgoglio immenso e di tanta esperienza che in svariate occasioni hanno fatto la differenza (recentemente contro i Rockets per esempio) e inoltre coach Popovich ha sempre qualche coniglio nel cilindro da utilizzare nel modo e al momento opportuno, quindi guai a dar per sconfitti gli speroni prima che sia il campo a dirlo. La montagna da scalare è ripidissima, ma gente come Popovich,Gasol,Ginobili,Leonard sanno cosa vuol dire vincere e soprattutto sanno come si fa e sicuramente non abbandoneranno la battaglia fino a che il verdetto del campo non sarà incontrovertibile.

 

Che altro dire, appuntamento a sabato notte alle ore 3 italiane all’ AT&T Center di San Antonio per l’attesissima gara3.

Felice Caporaso

scrivo per passione verso questo meraviglioso sport, per poter condividere il mio pensiero e poter creare dibattiti interessanti e proficui.

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