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LA NBA introduce il “challenge” per gli allenatori, test durante la Summer League

di Michele Gibin
nuove regole NBA

Nuove regole NBA, la lega introdurrà in via sperimentale la possibilità per gli allenatori di chiamare un “challenge” per chiedere la revisione di una chiamata arbitrale.

La nuova regola verrà testata durante la Summer League 2019 prima di essere adottata anche in regular season a partire dalla stagione 2019\20. Gli allenatori avranno a disposizione una sola chiamata a partita, senza altri criteri di assegnazione o revoca.

La lega ha stabilito in un memorandum le circostanze ed i limiti della nuova regola: i coach dovranno avere ancora un time-out disponibile per chiamare il “challenge”, e potranno chiedere la revisione di falli personali, stoppate illegali e possesso sulla rimessa in gioco. Dopo la richiesta, la panchina dovrà spendere un time out per permettere agli arbitri di verificare la chiamata, ed in caso di chiamata arbitrale corretta la squadra perderà il time-out.

In caso di “overrule”, la panchina richiedente riavrà invece indietro il time-out speso. Alla terna arbitrale sarà affidato il solo compito di revisionare le chiamate di fallo personale, mentre spetterà agli ufficiali del NBA Replay Center rivedere le altre fattispecie, gli allenatori potranno “contestare” solo le chiamate arbitrali, e non eventuali fischi mancati.

Come riportato da Zach Lowe di ESPN, la nuova regola verrà adottata “una tantum” per la stagione 2019\20, al termine della quale la NBA e gli altri organi competenti valuteranno l’efficacia della norma. La G-League ha nelle ultime due stagioni sperimentato il nuovo provvedimento.

La NBA potrebbe diventare dunque il prossimo circuito professionistico ad adottare il “challenge”, come già da anni nel tennis (“Occhio di Falco”), nel football americano, nell‘hockey su ghiaccio e nel baseball.

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