Gordon Hayward, l’agente: “Tornerà al top l’anno prossimo”

Gordon Hayward: l’ala piccola dei Boston Celtics è risultato essere uno dei principali imputati per la stagione negativa dei biancoverdi. Il suo ritorno dall’infortunio, infatti, non è stato all’altezza delle attese riposte in lui, condizionando anche in parte l’andamento della franchigia del Massachusetts.

Nello specifico, le statistiche sinora realizzate dall’ex Jazz evidenziano in maniera netta le difficoltà incontrate dal numero 20.

  • 10,7 punti
  • 4,4 rimbalzi
  • 3,5 assist
  • 43,2 FG%
  • 32,8 3P%

Nonostante questo, comunque, l’agente di Gordon Hayward nutre ancora fiducia nei suoi confronti, auspicando che il suo assistito tornerà a livelli da All Star.

GORDON HAYWARD: LE DICHIARAZIONI DELL’AGENTE

L’ex Utah è alla sua seconda stagione a Boston. Qui in azione contro Bojan Bogdanovic degli Indiana Pacers (Photo by Steve Babineau/NBAE via Getty Images)

In particolare, il procuratore Mark Bartelstein, ai microfoni di NBC Sports, ha espresso sensazioni piuttosto positive sul recupero della condizione dell’ex All Star, asserendo però il bisogno di avere ancora pazienza nei suoi confronti.

La mia ipotesi è che tornerà ai livelli a cui ci aveva abituato in precedenza a partire dal prossimo anno. Questo deve essere considerato come un’anno di transizione, e Gordon lo sa. Avrà bisogno di un’estate intensa in palestra per poter costruire tutto ciò che era nelle sue corde fino allo scorso anno. Ci sarà da divertirsi.

Lo stesso agente, poi, è intervenuto anche sulle polemiche riguardanti il gm dei Celtics, Danny Ainge. Nel dettaglio, secondo diversi detrattori, molti free agent, la scorsa estate, avrebbero rifiutato la destinazione Boston per il modo in cui l’ex giocatore anni’80 aveva trattato Isaiah Thomas nel 2017, il quale aveva trascinato la franchigia alle finali di Conference.

Danny ha sempre fatto un lavoro sensazionale, non credo esistano casi del genere. Mi fido di lui, mi ha sempre detto le cose in faccia. Nel caso di Thomas, credo si sia trattato soltanto di business. Dovevano essere prese delle decisioni per il bene della squadra. Evidentemente doveva andare così.

In conclusione, dunque, uno dei maggiori colpi di mercato che la franchigia dei Celtics ha realizzato negli ultimi anni deve ancora esprimere tutto il suo potenziale. Del resto, emergere definitivamente in un contesto di squadra così poco coeso e confusionario, non è per nulla semplice.