Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsIncidente Kobe Bryant, le indagini: “Nessun guasto al motore”

Incidente Kobe Bryant, le indagini: “Nessun guasto al motore”

di Michele Gibin
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La prima fase delle indagini sull’incidente aereo costato la vita a Kobe Bryant, alla figlia 13enne Gianna Maria e ad altre 7 persone lo scorso 26 gennaio a Calabasas, Los Angeles, ha stabilito che l’elicottero pilotato da Ara Zobayan non ha avuto alcun guasto meccanico prima di schiantarsi contro le colline sopra la cittadina della Contea di LA.

Gli inquirenti del National Safety Transportation Bureau hanno rinvenuto sul luogo dell’incidente un albero reciso dalle pale dell’elicottero, a dimostrare che i motori del Sikorsky S-76B della Island Express erano ancora in funzione al momento dello schianto. La causa più accreditata per l’incidente rimane pertanto la scarsa visibilità, dovuta alla nebbia mattutina calata sulla zona.

Come riportato dalle agenzie di stampa USA tra cui Associated Press, un report completo sulle indagini non sarà disponibile però prima di un anno.

Nel report preliminare, l’NSTB ha chiarito come pochi minuti prima dell schianto, l’elicottero fosse a pochi metri dalla salvezza, a pochi metri in verticale dal superare uno strato basso di nuvole che aveva costretto il pilota Ara Zobayan ad una risalita rapida: la quota massima raggiunta dal mezzo, secondo i dati della torre di controllo dell’aeroporto di Van Nuys, Los Angeles, è stata di 701 metri slm, a soli 30 metri dal culmine del banco di nubi in cui l’elicottero era incappato.

Alcuni esperti consultati per le indagini hanno ipotizzato che l’alta velocità raggiunta dal velivolo, e la visibilità nulla nel banco di nubi, possano aver indotto il pilota ad una manovra d’emergenza rivelatasi però purtroppo fatale: “Una volta finito in mezzo alle nuvole basse, è emergenza totale“, spiega Mike Sagely, pilota “Probabilmente (il pilota, ndr) ha tentato una manovra di evasione alzandosi in volo e volando dritto, per scavalcare il banco di nubi“.

Una volta uscito, l’orizzonte riappare e la visibilità è di nuovo perfetta“, così Kipp Lau, consulente per la sicurezza in volo interpellato da AP.

L’errore fatale di Zobayan potrebbe essere stato quello di effettuare la virata a sinistra che ha diretto il mezzo contro il crinale di una collina a circa 430 metri di altitudine: “Quando, durante la manovra evasiva si vira il mezzo invece di proseguire dritti, nell’80-90% dei casi l’esito è catastrofico“.

Nei giorni seguenti la tragedia, la compagnia di voli charter proprietaria del mezzo, la Island Express di Los Angeles, aveva sospeso il servizio. Gli accertamenti del NSTB avevano stabilito che l’elicottero fosso sprovvisto del “TAW”, un dispositivo di prossimità che segnala ai piloti l’avvicinarsi del terreno, ma non risulta chiaro se tale dispositivo avrebbe potuto evitare lo schianto. I mezzi della Island Express, come prassi per le compagnie di volo locale, non hanno le autorizzazioni necessarie per volare avvalendosi della sola strumentazione in condizioni di maltempo e scarsa visibilità, autorizzazione di cui però il pilota Ara Zobayan era in regolare possesso.

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