Una cosa che non è emersa dai primi episodi di “The Last Dance” è quale rapporto ci fosse tra Michael Jordan e l’attuale coach dei Golden State Warriors, Steve Kerr.
Kerr è stato uno degli ingranaggi fondamentali dei Chicago Bulls del secondo three-peat, soprattutto per la sua affidabilità al tiro dall’arco. Tuttavia, dalle prime scene della serie evento uscita da poco su Netflix non è stato ancora rivelato il suo ruolo con MJ. Infatti, nelle prime due parti del documentario c’è stato un focus più approfondito sui rapporti che il prodotto del North Carolina ha avuto col general manager Jerry Krause e con l’eterno compagno di squadra, Scottie Pippen.
Ma è stato proprio l’ex Spurs a svelare l’arcano, durante un’intervista con TNT. Kerr, infatti, ha rivelato che lo snodo fondamentale del suo rapporto con Jordan è stata una lite a suon di cazzotti. Tutto è avvenuto durante la pre-season della stagione 1995/96. MJ aveva fatto il suo ritorno nel mondo del basket dopo il primo ritiro e la parentesi che lo ha visto giocare a baseball. Col suo ritorno ai Bulls, tuttavia, doveva riprendere confidenza con la squadra che nel frattempo aveva subito diverse modifiche nel roster.
Erano arrivati tanti volti nuovi: Bill Wennington, Toni Kukoc, Dennis Rodman e, appunto, Steve Kerr. L’attuale coach dei Dubs ha quindi raccontato come in uno degli allenamenti precedenti all’inizio della stagione abbiano avuto una lite furiosa. Quello che ne era uscito peggio è stato proprio Kerr, che aveva rimediato un occhio nero.
Però, paradossalmente, quello è stato l’inizio dell’intesa fra i due giocatori. Jordan, al suo ritorno, voleva sapere di poter contare sui nuovi arrivati e quella reazione d’orgoglio glielo aveva confermato. Kerr, in quel modo, aveva dimostrato di non avere un atteggiamento deferente e riverenziale nei confronti del suo leader, ma di essere in grado di tenergli testa. Era, insomma, una sorta di test – per quanto particolare potesse essere – al quale Kerr aveva risposto positivamente.
“Ovviamente non lo raccomando a nessuno” ha detto scherzosamente l’ex Trail Blazers. Così da quel momento in poi tra i due c’è stato solo tanto rispetto; Michael Jordan sapeva di poter contare su di lui. E Steve Kerr ha risposto “presente”.

