Per chi teme che “The King” LeBron James possa abbandonare il parquet fra poco e che il suo ritiro si stia avvicinando, abbiamo una buona notizia: non abbiate paura, non ne ha la minima intenzione. Il ragazzo dell’Ohio ha iniziato a calcare i palcoscenici della massima lega americana di basket nel 2003 e ancora detta legge.
Per lui 1209 partite giocate di regular season e 239 di playoffs. Quello che sorprende ogni volta è la sua straordinaria forma fisica: nonostante i 35 anni, riesce ancora a muoversi benissimo in campo regalando agli appassionati funamboliche e pirotecniche schiacciate come quella di stanotte contro i Sacramento Kings. Da cineteca.
Nella sua lunga carriera, ha subito solo un infortunio più gravoso degli altri: quello dello scorso Natale all’inguine che lo ha tenuto lontano dal campo per un mese. Il suo fisico, altrimenti, non sembra risentire il peso dell’età anagrafica e di tutti i problemi che normalmente affliggono tanti giocatori di basket. Ecco perché LeBron potrebbe diventare uno dei giocatori e degli atleti più longevi. In un’intervista rilasciata a Kyle Goon di Orange County Register ha commentato così le intenzioni che ha sul suo futuro.
“Finché mi sentirò bene e finché potrò giocare ad alti livelli e sarò mentalmente ostico e sarò lì pronto e finché darò il massimo e niente potrà distrarmi da quello che per me è l’obiettivo principale, allora probabilmente continuerò a giocare. Quando fisicamente non riuscirò o mentalmente non starò benissimo o se non mi approccerò al match nel modo in cui normalmente ho fatto nella mia intera carriera da quando ho preso in mano un pallone da basket, allora potrete iniziare a pensare che è la fine”.
James sembra perciò avere le idee molto chiare. E non sembra che quest’anno stia facendo nemmeno un passo indietro da quelli che sono i suoi standard. Anzi, sembra addirittura rivitalizzato. E nel nuovo ruolo di point guard sta corroborando la tesi che lo vedeva come grande assistman oltre che scorer. Infatti in queste prime partite di regular season sta viaggiando a 23.9 punti di media a partita, 8.0 rimbalzi e 11.1 assits.
Insomma le intenzioni del Re sono molto chiare: finché riuscirà a giocare a questi livelli, non si fermerà per nessun motivo. Lui stesso è stato molto chiaro.
“Io e Tom Brady siamo sulla stessa barca. Continueremo a giocheremo finché ci reggeremo in piedi”.

