Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsMiami HeatI Miami Heat pronti alla festa per Chris Bosh: “Sarà nella Hall of Fame”

I Miami Heat pronti alla festa per Chris Bosh: “Sarà nella Hall of Fame”

di Michele Gibin
Brooklyn Nets v Miami Heat - Game One

L’appuntamento con la storia per Chris Bosh, grande ex dei Miami Heat, non poteva arrivare in un momento sportivamente più drammatico per la sua ex squadra.

Stanotte (dalle ore 1:30 italiane), durante la pausa di metà partita della sfida tra Miami Heat (36-37) ed Orlando Magic (36-38), l’American Airlines Arena celebrerà il ritiro della maglia numero 1 di Chris Bosh, bi-campione NBA con gli Heat di LeBron James e Dwyane Wade.

Scontro diretto per un posto ai playoffs quello tra Magic e Heat, distanziate da sola mezza partita. Gli Orlando Magic di coach Steve Clifford saranno alla seconda partita di un back-to-back, dopo una vittoria in trasferta su dei Philadelphia 76ers in amministrazione controllata.

I Magic stanno inoltre attraversando una serie positiva di 5 vittorie consecutive, e – parola di Evan Fournier – si preparano “ad una battaglia senza quartiere” alla AAA di Miami. I Miami Heat sono invece alla ricerca della seconda qualificazione ai playoffs consecutiva, e di una post-season che sarà l’ultima in carriera per Dwyane Wade.

Chris Bosh, coach Spoelstra: “Sarà un Hall of Famer, lo merita”

Chris Bosh non gioca una partita NBA dall’ormai lontano 2015\16, a causa di un problema cronico di trombosi che ha reso troppo rischiosa l’attività agonistica per l’11 volte All-Star. L’ex giocatore dei Toronto Raptors, che negli anni scorsi aveva sempre dichiarato di sognare un ritorno sui parquet NBA, approfitterà della festa in suo onore per annunciare il suo ritiro definitivo.

Coach Erik Spoelstra, vincitore assieme a Chris Bosh di due titoli NBA (2012 e 2013), pronostica per Bosh un futuro da Hall of Famer, giusto riconoscimento ad una carriera di vittorie e numeri di altissimo livello:

Nei momenti che contavano, nei momenti della verità Chris Bosh si è sempre dimostrato qui a Miami la superstar che è sempre stato. In quei momenti Chris ha sempre saputo ricordarci di essere una star, messasi a completa disposizione della sua squadra. Non c’è dubbio, Chris Bosh sarà un Hall of Famer

13 stagioni NBA tra Toronto e Miami, due titoli NBA e quattro finali giocate, un oro olimpico (Pechino 2008), 11 partecipazioni all’All-Star Game, una nomina nel secondo quintetto assoluto NBA (2007), 17.189 punti segnati in carriera (una media di 19.2 a gara), questi alcuni dei traguardi di Chris Bosh, selezionato con la chiamata numero 4 nel famoso draft NBA 2003 dai Raptors.

Se guardiamo ai soli numeri” Così l’ex compagno di squadra Dwyane WadeChris potrà anche non avere cifre simili ad altri grandi del passato, ma questo è solo perché prese la decisione di venire qui a Miami e giocare per vincere, quando ancora si trovava nel fiore della carriera e della maturità cestistica, sacrificando numeri e gloria personale“.

Raggiunti gli Heat di Dwyane Wade e soprattutto di un LeBron James in caccia dell’agognato primo titolo NBA, Chris fu dei tre grandi il giocatore che più dovette adattarsi agli spazi più ristretti, ed ad un’obbligatorio ordine gerarchico rispetto ai due nuovi amici-compagni.

Reduce da una stagione chiusa ad oltre 24 punti e 10 rimbalzi a partita a Toronto, Bosh vide i suoi numeri calare progressivamente in ogni stagione passata a fianco del duo James-Wade. In quegli anni, l’ex star dei Raptors divenne un tiratore dalla distanza sempre più affidabile (dal 24% della stagione 2010\11 al 33.9% del 2013\14 – l’ultima stagione di James a Miami – sino al 37.5% della successiva, sfortunata stagione), ed un difensore migliore.

Un ruolo da “gregario di lusso” rappresentato appieno dai secondi conclusivi della sesta partita della serie finale tra Miami Heat e San Antonio Spurs, il 18 giugno 2013.

Seguendo un errore al trio di LeBron James, Bosh riuscì a catturare il rimbalzo offensivo ed a servire con grande lucidità un Ray Allen smarcatosi nell’angolo destro. Il canestro di “He Got Game” pareggiò la partita (gli Heat vinsero dopo un un tempo supplementare), e lo stesso Bosh stoppò il tentativo a fil di sirena di Danny Green sull’ultima azione Spurs.

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