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NBA All-Star Game: Giannis MVP, Team LeBron domina: “Ora spero di ritirarmi da imbattuto…”

di Michele Gibin
NBA All-Star Game 2021

Giannis Antetokounmpo è uno che di solito di tiri ne sbaglia pochi (purché non siano tiri liberi o tiri da tre punti) e l’All-Star Game non è fatto, per definizione, per sbagliare chissà quanto.

E per difendersi dall’assalto al premio di MVP dell’NBA All-Star Game 2021 di Steph Curry e Damian Lillard, Giannis non aveva margini di errore. E infatti non ne ha commessi, ha chiuso la sua partita con un perfetto 16 su 16 al tiro in appena 19 minuti e si è portato a casa il trofeo di miglior giocatore della partita delle stelle, intitolato al grande Kobe Bryant.

Team LeBron ha avuto vita facile contro Team Durant e ha vinto per 170-150 segnando per primo i 24 punti fatidici nel quarto periodo per aggiudicarsi il finale con l’Elam Ending, formato alternativo testato con successo lo scorso anno e riproposto ad Atlanta.

Team Durant però danneggiato dalle assenze del capitano Kevin Durant, infortunato, e del titolare Joel Embiid fermato assieme al suo compagno di squadra Ben Simmons (Team LeBron) dal protocollo NBA anti Covid a poche ore dalla palla a due.

Team LeBron ha segnato 60 punti nel secondo quarto, con Lillard e Curry a esibirsi in una gara al tiro da tre punti in game misurandosi su cui potesse estendere oltre il suo range di tiro. Il tiro dei punti numero 168. 169, e 170 per i gialli di LeBron li segna da metà campo (davvero, ha tirato da metà campo) Damian Lillard, che festeggia e a quel punto forse ci spera al premio di MVP, che va però a Giannis Antetokounmpo.

In mezzo, tante schiacciate, tanti tiri da tre punti (133 in due), niente difesa e un paio di debutti importanti come quelli di Zach LaVine, Mike Conley che è il veterano NBA ad aver giocato il suo primo All-Star game dopo più stagioni da professionista (14), Jaylen Brown e dell’atteso Zion Williamson che però sbaglia qualche schiacciata di troppo.

Kawhi Leonard sfiora la tripla doppia, Lillard e Curry pareggiano la loro gara personale al tiro da tre (8 su 16 per entrambi) ma Dame segna più punti (32 a 28). LeBron James gioca 13 minuti e lascia fare, Luka Doncic dimostra che non è un giocatore da All-Star Game e costeggia la partita in ben 32 minuti di gioco.

Jaylen Brown è decisamente il migliore dei debuttanti e chiude con 22 punti in 26 minuti, Chris Paul distribuisce ben 16 assist e diventa il miglior assistman della storia dell’All-Star Game NBA con 128 in carriera. Meglio di Magic Johnson, mica male.

L’MVP è però Giannis: “Mi sentivo bene, qui non ci sono raddoppi, si gioca solo uno contro uno e quando sei in campo con gente come Lillard, Curry e Paul nessuno ti guarda! Sono soprattutto felice di aver vinto un premio dedicato a Kobe Bryant, lo volevo già lo scorso anno e ci ho provato. Quest’anno non era il mio obiettivo venendo qui ma è arrivato“.

So che Kobe sarebbe contento“.

A vincere all’All-Star Game 2021 è stata soprattutto la filantropia, con la NBA e la NBPA che assieme hanno donato oltre 2.5 milioni di dollari da destinare alle università USA storicamente afroamericane, retaggio riconosciuto in America, ai ragazzi e studenti-atleti degli atenei e ovviamente ai tanti enti e organizzazioni che stanno fronteggiando la pandemia da Covid-19 negli Stati Uniti. Team LeBron ha raccolto un milione di dollari da versare al Thurgood Marshall College Fund, Team Durant 500mila dollari per lo United Negro College Fund.

LeBron James si è anche dimostrato infallibile nel scegliere le sue squadre: da quando l’All-Star Draft è stato istituito LeBron è 4-0, ha battuto Steph Curry (2018), due volte Antetokounmpo (2019 e 2020) e Durant. “Spero che mi concedano di ritirarmi da imbattuto“, scherza (ma non troppo) LeBron “Cerco sempre di fare la squadra migliore e sono fortunato“.

Ai giocatori, come ad esempio Steph Curry e Paul George è invece piaciuto il formato a giornata singola dell’All-Star Game, di solito distribuito su tre giorni del weekend. La pandemia e l’emergenza sanitaria hanno reso inevitabile tale scelta, ma negli uffici della lega avranno preso di certo nota di quanto è riuscito: “C’è più energia, siamo di più in campo, la partita è stata uguale a quella degli scorsi anni”, spiega Curry “Quello che manca è il pubblico, le prime file con tanti personaggi e tutte quelle vibrazioni positive“.

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