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NBA, LeBron e gli altri scettici sul vaccino: “Sarà una decisione personale”

di Gabriele Melina
Shaquille O'Neal lakers

Mentre negli Stati Uniti sono 58.9 milioni le persone che hanno ricevuto almeno la prima dose del vaccino, la NBA non ha al momento aperto le porte ad una campagna vaccinale per i suoi giocatori, ma ciò non vuol dire che la massima lega di pallacanestro stia trascurando una questione così delicata. Difatti, sin dal primo giorno il commissioner Adam Silver ed i massimi vertici della lega hanno comunicato la volontà di mettersi in coda per i vaccini, quindi evitando di saltare la fila da privilegiati, azione che avrebbe potuto destare non poche critiche e ripercussioni dal mondo esterno.

Affinché la NBA possa estendere la campagna vaccinale, quando si presenterà il momento opportuno, a tutti i giocatori e membri delle trenta franchigie, potrebbe risultare utile e funzionale che i volti più conosciuti della lega cerchino di sensibilizzare gli altri per convincerli ad ottenere la dose del vaccino. Ma le figure più influenti del panorama cestistico statunitense sono convinte di volersi vaccinare, e poi di voler portare il resto della lega a fare lo stesso?

Ad oggi alcuni nomi caldi, che in una ipotetica situazione potrebbero ricoprire un ruolo di forte influenza, non hanno ancora espresso né la loro assoluta volontà di vaccinarsi, né la loro sicurezza nei confronti dei vaccini.

NBA, LeBron James sul vaccino: “Ne discuterò in privato con la mia famiglia”, alcune star ancora indecise

Adam Silver ha più volte affermato come il vaccino non sarà reso obbligatorio per i giocatori NBA, ma ha comunque voluto sottolineare i risvolti positivi che si otterrebbero tramite una massiccia vaccinazione, uno fra tutti l’allentamento del protocollo anti-Covid e la conseguente riduzione di gare posticipate.

In primis, ad essersi esposto su questo argomento è stata la superstar dei Los Angeles Lakers LeBron James. “Sarà una conversazione che terrò con la mia famiglia. Sostanzialmente un qualcosa che rimarrà privato. Sono a conoscenza dei commenti di Adam(silver, ndr), ma una questione del genere deve rimanere nel contesto familiare. Non è una discussione aperta a tutti”.

Accantonata, almeno per ora, la possibilità che James svolga un ruolo di influenza e sensibilizzazione verso il resto della lega, cosa ne pensano gli altri giocatori? Il sentimento di attuale incertezza del quattro volte MVP non è unico, ad unirsi ad esso troviamo ad esempio anche la superstar dei Brooklyn Nets James Harden. “Sto ancora pensando al fatto di farmi vaccinare o meno“, ha riportato l’ex punta di diamante degli Houston Rockets.

Anche Chris Paul ha voluto riprendere il concetto introdotto precedentemente da LeBron. “Quando si parla di vaccini in generale, è ovvio che è una questione che riguarda tutti, ma quando la questione giunge ai diversi tipi di vaccini, ai loro risultati positivi e le loro controindicazioni, quello rimane un discorso personale”.

Anche Donovan Mitchell, guardia degli Utah Jazz che in passato ha contratto lo stesso Sars-CoV-2, si definisce ancora indeciso e nel mentre sta cercando di apprendere il più possibile in merito ai vaccini. “Nessuno ha fretta di vaccinarsi quando sei sano, giovane, e non si hanno abbastanza informazioni e certezze scientifiche“, ha dichiarato tramite un messaggio su twitter l’ala dei Lakers Jared Dudley.

Anche Kyle Kuzma ha riportato un fatto interessante relativo alla questione vaccini, scaturito a seguito di una discussione via Zoom con dei dottori: “Abbiamo preso parte ad una chiamata con dei dottori che hanno discusso dei vaccini, e ovviamente all’interno della comunità afroamericana c’è ancora molta incertezza, vista la storia della medicina e come è stata utilizzata all’interno di questa comunità. Ci sono però stati dei riscontri positivi nelle precedenti settimane, perciò devi far fede ai dati che la scienza ti mostra“.

Dall’altra parte, la NBA vuole comunque incentivare l’uso dei vaccini, pur rimanendo sempre sulla linea del facoltativo. “Credo che in ultimo luogo queste siano decisioni personali, che ogni singolo giocatore deve prendere personalmente. Noi, in quanto rappresentanti della lega uniti all’associazione giocatori, cerchiamo di fornire le migliori informazioni possibili. Credo inoltre che, col passare delle settimane, le persone negli Stati Uniti stiano diventando più volenterose a farsi vaccinare, visti i riscontri positivi che stanno avendo”.

Queste appena riportate sono le parole di Adam Silver, che al momento ha in mente un unico obiettivo: garantire ai giocatori di proseguire la stagione in totale sicurezza e consentire a quella macchina economica che è la NBA di procedere in avanti.

Infine, anche alcune ex leggende hanno cercato di sensibilizzare la fascia di popolazione a cui appartengono, ovvero i più anziani spesso e purtroppo maggiormente soggetti alle conseguenze del virus. Giocatori come Bill Russell, Julius Erving e Kareem Abdul-Jabbar hanno per tal motivo partecipato a dimostrazioni in pubblico all’interno delle quali hanno ricevuto le dosi del vaccino.

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