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Nets, Harden sempre più leader: dal confronto con Jordan nasce la svolta

di Dennis Izzo
Nets

Giunti alla ripresa della stagione dopo la pausa per l’All-Star Game, i Brooklyn Nets battono anche i Boston Celtics, imponendosi per 121-109 al Barclays Center. Tra le squadre più in forma della lega, Brooklyn è reduce da ben 11 vittorie nelle ultime 12 gare disputate e continua a mostrare enormi progressi su entrambi i lati del campo. Il tutto nonostante il Big Three Harden-Durant-Irving sia stato schierato soltanto sei volte dal 14 gennaio, giorno della trade che ha portato Harden alla corte di Steve Nash, ad oggi. KD, inoltre, non gioca da poco meno di un mese, avendo saltato le ultime dieci partite (record 9-1 per i Nets), nonché tredici delle ultime quattordici, a causa sia del protocollo anti-Covid della lega che del problema al tendine del ginocchio, che gli ha anche impedito di prendere parte all’All-Star Game di Atlanta. 

Se la stagione finisse oggi, inoltre, i Nets avrebbero il miglior offensive rating della storia, con ben 118.2 punti per 100 possessi. Netti miglioramenti anche nella metà campo difensiva: dopo la pesante sconfitta per 122-111 sul campo dei Detroit Pistons il 10 febbraio, Brooklyn aveva il quartultimo defensive rating della lega, per poi migliorare gradualmente nella recente striscia positiva di dieci vittorie in undici gare, fino a salire al sedicesimo posto. A caricarsi la squadra sulle spalle in questo periodo è stato anche e soprattutto James Harden, reduce dalla vittoria del premio di Giocatore del mese di febbraio con medie di 25.6 punti, 8.8 rimbalzi e 10.7 assist e un record di 9-4 per i suoi Nets, il migliore della Eastern Conference.

Dopo essere stato criticato per anni per il suo stile di gioco, definito dai più troppo accentratore e poco adatto a un sistema di gioco di una squadra che punta alla vittoria del titolo NBA, Harden ha dimostrato di poter essere in grado di giocare in vari modi. Entrato in NBA come tiratore e specialista difensivo capace di cambiare le partite in uscita dalla panchina tra le file degli Oklahoma City Thunder, il Barba ha poi recitato un ruolo di primo piano con la maglia degli Houston Rockets, diventando un All-Star e vincendo un MVP e tre titoli di miglior realizzatore stagionale da protagonista assoluto.

A Brooklyn, invece, il classe ‘89 è il principale creatore di gioco e dalle sue mani passano le azioni più interessanti dei Nets. L’head coach Steve Nash, che fu il faro dei Phoenix Suns di Mike D’Antoni, sta ripetendo l’esperimento tentato per la prima volta proprio dall’attuale assistant coach dei Nets nel corso dei suoi anni a Houston, ossia schierare Harden da playmaker. D’Antoni lo fece nel corso del suo primo anno sulla panchina dei Rockets  (2016-2017) e la mossa funzionò a meraviglia, tanto che il Barba risultò il miglior assist-man della lega con 11.2 passaggi vincenti a partita. 

Nets, Harden da leader: il confronto con DeAndre Jordan e la svolta

La “nuova” versione di Harden piace praticamente a tutti, anche a coloro che lo hanno spesso preso di mira per il suo modo di giocare in quel di Houston. Arrivato a Brooklyn lo scorso 14 gennaio, il nativo di Los Angeles non ha semplicemente dimostrato di poter dire la sua anche al fianco di due stelle del calibro di Kevin Durant e Kyrie Irving e di poter giocare in un sistema di gioco molto diverso da quello cui è stato abituato per poco più di otto stagioni, ma anche e soprattutto di essere un giocatore capace di fare la differenza nei momenti importanti e di far sentire alla squadra la sua presenza in vari modi. Un leader, insomma.

Harden, infatti, non ha quasi mai esitato a farsi sentire dai suoi compagni, spronandoli a fare meglio e a non commettere determinati errori. Ed è proprio da una di queste situazioni particolari di confronto con un suo compagno che nasce la nuova fase della stagione dei Nets, con un reparto difensivo più efficiente e una serie di risultati positivi che proiettano Brooklyn al secondo posto a Est con appena una sconfitta in più rispetto alla capolista Philadelphia: il 10 febbraio, i Nets perdono in malo modo contro i Pistons a Detroit. Durante un timeout, Harden discute animatamente con DeAndre Jordan, apparso troppo passivo in difesa e poco lucido in attacco. Nella gara successiva, i Nets battono i Pacers 104-94 e Jordan sale di livello, chiudendo la sua serata con una doppia doppia da 12 punti, 13 rimbalzi e 3 stoppate. 

“Il mio obiettivo principale è vincere il titolo. È proprio per questo che ho scelto di venire qui a Brooklyn. Credo che ognuno all’interno della nostra organizzazione la pensi così.”, ha dichiarato James Harden nel corso della pausa per l’All-Star Game. La seconda parte di stagione è già iniziata e i Nets sono pronti per tornare a dare la caccia all’anello, nel segno del Barba. Sempre più protagonista (e leader), sia in campo che fuori.

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