Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBrooklyn NetsNets: triple doppie e vittorie, James Harden è già imprescindibile

Nets: triple doppie e vittorie, James Harden è già imprescindibile

di Dennis Izzo
James Harden

I Nets portano a casa la quarta vittoria consecutiva, battendo con un netto 147-125 i malcapitati Oklahoma City Thunder alla Chesapeake Energy Arena. Brooklyn sopperisce all’assenza del grande ex di turno Kevin Durant, tenuto a riposo, mandando in doppia cifra ben nove degli undici giocatori impiegati. Kyrie Irving chiude con 25 punti, 5 rimbalzi, 7 assist, un recupero e una stoppata col 62.5% al tiro (10/13) e risulta il miglior realizzatore della serata insieme a James Harden.

Quest’ultimo mette a referto una tripla doppia, la numero 49 in carriera, da 25 punti, 10 rimbalzi, 11 assist e una stoppata col 64% dal campo (9/14) e il 50% da dietro l’arco (3/6) in poco più di 32 minuti, facendo così registrare una tripla doppia per la terza volta in stagione con la maglia dei Nets e risultando il secondo giocatore di Brooklyn a riuscire nell’impresa negli ultimi 25 anni. Nel corso della sua conferenza stampa di presentazione, l’ex primo violino degli Houston Rockets aveva annunciato di essere pronto a fare tutto il necessario per trascinare la squadra alla vittoria, dimostrandolo coi fatti sul parquet.

“Abbiamo fatto un’ottima prestazione, facendo girare bene la palla e compiendo sempre la scelta giusta su entrambi i lati del campo. Nelle ultime partite abbiamo dimostrato che stiamo migliorando, i coach hanno preparato benissimo la gara e noi abbiamo eseguito alla perfezione il piano partita.”, le parole di Harden al termine della gara vinta contro i suoi ex Oklahoma City Thunder, con cui riuscì a raggiungere quelle Finals che a Houston non ha mai disputato e che sogna di rigiocare con la maglia dei Nets.

Nella sua nuova avventura in quel di Brooklyn, Harden ha avuto già modo di sperimentare varie situazioni, giocando sia insieme a Durant e Irving che con uno dei due, ma mai da solo. In otto gare disputate sin qui con la maglia dei Nets, il Barba viaggia a medie di 24.3 punti, 7.8 rimbalzi e 11.8 assist col 48% al tiro e il 40% dalla lunga distanza. Con lui sul parquet, Brooklyn ha vinto ben sei partite su otto (75%), riportandosi nelle zone alte della Eastern Conference dopo un periodo caratterizzato da una sorta di sbandamento, con due sconfitte nelle quattro partite giocate prima della trade che ha portato Harden ai Nets.

Harden ancora decisivo: meno tiri, maggior efficienza

Il classe ‘89, vincitore del premio di MVP nella stagione 2017\18, ha già stabilito vari record nelle sue prime uscite con Brooklyn, ma il suo obiettivo principale è la vittoria del tanto agognato primo titolo NBA della sua carriera. Gli interrogativi circa la sua capacità di adattarsi a giocare in maniera diversa dagli ultimi anni a Houston, con meno possessi in isolamento e più gioco di squadra, meno punti e più movimento off the ball, sono stati spazzati via in men che non si dica dall’otto volte All-Star, capace di sfruttare al meglio le sue qualità di passatore e regista per rendere i Nets ancor più pericolosi e letali in fase offensiva.

L’intesa con Kevin Durant, già sperimentata ai tempi dei Thunder (2009\12), è ottima, ma anche al fianco di Irving il Barba è in grado di dare il meglio di sé stesso e capire quando è il momento di mettersi in proprio o di lasciar fare all’ex point guard dei Cleveland Cavaliers. Dell’arrivo di Harden hanno beneficiato anche gli altri tasselli del roster, tra cui Joe Harris, DeAndre Jordan, Jeff Green e Bruce Brown. Gli ultimi tre, in particolare, hanno visto salire notevolmente le proprie medie con Harden in campo, passando rispettivamente da 6.9 punti a 9.5 il primo, da 6.1 punti a 12 il secondo e da 5.3 punti a 7.8 il terzo.

Inoltre, l’attacco dei Nets è passato da 118.6 punti per gara nelle prime tredici partite stagionali, quelle prima della trade che ha portato James Harden alla corte di Steve Nash, a ben 125 punti per partita negli ultimi otto match, giocati tutti con Harden affiancato da almeno uno tra Durant e Irving. Insomma, l’impatto del tre volte miglior marcatore della lega a Brooklyn è evidente e smentisce in parte tutti coloro che sostenevano che i tre All-Star insieme non avrebbero funzionato. Certo, per tirare le somme è decisamente troppo presto e saranno appuntamenti ben più importanti a decretare il successo o il fallimento del Big Three dei Nets, ma nel frattempo è innegabile che Durant, Irving e Harden si stiano trovando molto bene insieme e che migliorino il proprio feeling partita dopo partita.

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