Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsHouston RocketsA suon di super performance Chris Paul è leader anche a Houston

A suon di super performance Chris Paul è leader anche a Houston

di Claudio Zagara
Chris Paul assist-Houston Rockets

Sono bastati davvero pochi giorni a Chris Paul per riprendere confidenza con i suoi nuovi compagni di Houston, dopo l’infortunio che l’ha tenuto fuori dalle rotazioni dei Rockets per un mese circa. Contro gli Charlotte Hornets mercoledì notte, per la squadra 18esima vittoria in 17 partite (record 22-4), ma soprattutto grande solidità del roster grazie al pieno recupero di CP3. Dopo l’ennesima dimostrazione di grande intelligenza cestistica, e che non sia necessario un fisico statuario ed esplosivo per produrre grandi performance Chris Paul ha definitivamente stregato Mike D’Antoni.

Il segreto è la capacità di Paul di saper condividere con James Harden il ruolo di trascinatore offensivo, combinata alla straordinaria abilità del playmaker ex Clippers di orchestrare praticamente qualsiasi squadra gli si possa affidare. In determinate circostanze, Paul entra dalla panchina come play della second unit, o altrimenti nella prima lineup fa da riferimento unico nella creazione del gioco con Harden a riposo. Avere una sorta di “alternativa di lusso” ad Harden, permette a coach D’Antoni di sorprendere le seconde linee degli avversari con un attacco comunque di primissimo ordine. “Chris entra in campo fresco e, se non vado errato, a circa 2:50 da giocare nel primo quarto partiamo con una striscia di 25 [punti]. Partita finita”, ha dichiarato fiero D’Antoni sulla gara della notte, vinta 108-96.

Come siamo testimoni ormai da anni, a CP3 viene naturale essere condottiero di un team la cui unica prerogativa sia il perpetuo movimento: proprio come nella filosofia di D’Antoni. Contro Charlotte Paul ha portato i Rockets sul 38-23 già all’inizio del secondo quarto, con gli ultimi 9 punti ad opera sua e come se non bastasse senza Harden in campo; per Paul a fine gara 31 punti, 11 assist e 7 rimbalzi. Sulla propria performance Chris Paul ha risposto da vero leader ma non senza evidenziare la riverenza nei confronti del compagno di reparto: “Nelle fasi iniziali siamo io e James ed entrambi ci prendiamo i nostri spazi. Con la second unit praticamente do io il tempo”. Con un backcourt così solido ed il miglior record della lega, gli Houston Rockets avevano giusto bisogno di un Chris Paul in più.

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