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Rockets, Harden letale coi Sixers. D’Antoni: “Uno dei migliori di sempre”

di Dennis Izzo

Altra importantissima vittoria nella notte per gli Houston Rockets, che superano per 118-108 i Philadelphia Sixers al Toyota Center, pochi giorni dopo il successo coi Denver Nuggets. I padroni di casa partono col piede giusto e in tante occasioni danno l’impressione di poter archiviare la pratica con largo anticipo, ma gli ospiti non ci stanno e riescono a raddrizzare la situazione, riaprendo la gara nel finale.

A chiuderla nuovamente e, stavolta, definitivamente ci pensa James Harden, acclamato a suon di “MVP! MVP! MVP!” dal pubblico texano. Il Barba è ancora una volta il protagonista assoluto della serata, cosa che gli capita sempre più spesso. Nuovo look, nuovo anno (in America la sfida ai Sixers è stata la prima del 2020 per il fuso orario), vecchie abitudini: Harden asfalta la quinta miglior difesa della lega con una tripla doppia da 44 punti, 11 rimbalzi, 11 assist, una palla recuperata e una stoppata col 54% dal campo (13/24) e il 50% da dietro l’arco (6/12).

“James è uno dei migliori della storia, sa come risolvere al meglio ogni situazione e ha una grandissima capacità di comprendere il gioco. Può colpire da ogni posizione ed è anche un abilissimo passatore.”, ha dichiarato coach Mike D’Antoni in merito alla prestazione da capogiro della sua stella più luminosa. La pensa in maniera simile il coach dei Sixers Brett Brown: “Con Harden non stai mai tranquillo, a partire da quando mette piede nella metà campo offensiva. Quando pensi di averlo limitato ti batte o manda Capela a canestro. Le loro combinazioni sono micidiali.”

I Rockets si godono l’Harden Show: nuovo look, vecchie abitudini per il Barba

Per il fuoriclasse dei Rockets si tratta della prima tripla doppia stagionale, esattamente un anno dopo averne messa a referto una da 44 punti, 10 rimbalzi e 15 assist, con tanto di game winner, sul campo dei Golden State Warriors. Se il rendimento di Harden non fa più notizia, a sorprendere è la super prova offerta da Clint Capela, per nulla intimorito al cospetto di Joel Embiid.

Il centro svizzero dei Rockets – che come al solito dialoga benissimo con Harden e si fa valere sotto le plance – fa registrare la miglior prestazione della sua stagione, chiudendo a quota 30 punti, 14 rimbalzi, 3 assist, 2 palle recuperate e una stoppata col 75% al tiro (12/16). 20 punti, 7 rimbalzi, 4 assist e 3 palle rubate per Russell Westbrook, mentre in uscita dalla panchina va in doppia cifra il solo Eric Gordon (12 punti in 30’) e Austin Rivers fa registrare 6 punti in poco più di 6’ col 100% dal campo (2/2) e dalla lunga distanza (1/1).

Tra le file dei Sixers, invece, toccano quota 20 i Big Three Joel Embiid (doppia doppia da 20 punti e 12 rimbalzi), Ben Simmons (tripla doppia da 29 punti, 13 rimbalzi, 11 assist, 3 recuperi e 4 stoppate) e Tobias Harris (24 punti con 2/4 da dietro l’arco), mentre Trey Burke dice la sua in uscita dalla panchina con 11 punti, 3 rimbalzi e altrettanti assist col 57% al tiro (4/7) in appena 16’.

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