Nella quarta edizione della rubrica settimanale dedicata ai Rookies dell’ NBA andremo a parlare di Kyle Kuzma.
Kyle Kuzma è stato selezionato alla ventisettesima posizione dai Los Angeles Lakers dopo aver acquisito i diritti della scelta tramite la trade coi Brooklyn Nets. Lo scambio includeva, oltre ai diritti di Kuzma anche Brook Lopez, in cambio di D’Angelo Russell e il contratto pesante di Timofey Mozgov.
Kyle Kuzma – La sorpresa che non ti aspetti
I primi mock draft davano Kyle Kuzma progettato come scelta al secondo round, ma fin dalla Summer League in Las Vegas la squadra californiana ha capito di avere un potenziale fenomeno nelle sue fila. Kuzma ha finito il torneo estivo viaggiando ad una media di 21.9 punti a partita tirando con il 51.4% dal campo. Non solo tanti punti ma anche 6.4 rimbalzi, 2.7 assist e 1.10 palle rubate a partita.
Numeri Importanti
Si sa, la Summer League è un torneo che può dare si delle indicazioni, ma è sempre da prendere con le pinze quando si tratta di valutare giovani giocatori. Kuzma però ha continuato a lavorare sodo e si è mantenuto su alti livelli si dal primo momento in cui la regular season è iniziata.
Kyle ha giocato 32 partite fino ad ora, questi i suoi numeri:
17.8 Punti
6.8 Rimbalzi
1.7 Assists
0.5 Palle rubate
Numeri importanti con solide percentuali al tiro:
48% FG
39% 3PT
76% FT
Tra tutti i rookies che hanno giocato almeno 25 parite, Kyle Kuzma è secondo per punti segnati a partita, terzo in minuti giocati, secondo per percentuale al tiro dal campo (almeno 10 tiri per partita), terzo per percentuale al tiro da tre (almeno 3 tiri a partita) e quarto per rimbalzi a partita.
Altro dato importante: Kuzma ha segnato in doppia cifra in 28 partite sulle 32 giocate, segnando per ben tre volte 30 o più punti e dieci volte 20 o più punti. Come per gli altri top-rookies di quest’anno, anche Kyle può segnare in qualunque modo.
Qui siamo negli ultimi minuti del quarto periodo, la partita è in bilico tra i Lakers e i Suns. Kuzma gioca in pick and roll con Lopez, il suo difensore passa sotto il blocco, Chandler è in ritardo sulla chiusura, Kyle non ci pensa due volte e fa partire il tiro da tre, solo rete.
In questa situazione possiamo notare non solo l’atletismo di Kuzma, ma anche il suo ball handling. Prima attacca il suo difensore, poi lo batte con uno spin move, prende il fallo e segna.
Il ventiduenne proveniente dall’Università dello Utah, come è giusto che sia, ha ancora ampi margini di miglioramento. Al momento è sesto per palle perse (1.9 a partita) tra tutti i rookies con almeno 25 partite giocate. Se però rapportiamo il numero di palle perse con i possessi che utilizza Kuzma, il numero non è poi così elevato. Infatti Kuzma, oltre ad avere un alto minutaggio ( 32 minuti a partita, terzo tra tutti i rookies) ha anche un usage rate del 22.4% (quarto tra tutti i Lakers di quest’anno).
Nessuno si aspettava un inizio di stagione così spettacolare per il numero zero dei Los Angeles Lakers. Kuzma si sta ritagliando una posizione importante sia per la corsa al premio di rookie dell’anno, sia come perno inamovibile nel futuro della franchigia californiana.
Kuzma è una dimostrazione che il duro lavoro paga, ora sta a lui continuare sulla retta via.

