NBA Jersey Stories – Toronto Raptors, The Bright Side Of Canada

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Vince Carter

Quando si pensa alla NBA degli Anni ’90, una delle primissime cose che tornano alla mente è senza dubbio l’inconfondibile stravaganza delle maglie dell’epoca. E’ per questo che non c’è niente di più “Nineties” dei primi Toronto Raptors.

Nel 1993 venne deciso che per la lega sportiva più spettacolare del mondo era arrivato il momento di abbattere i confini statunitensi, con la nascita di due ‘Expansion teams’ sul suolo canadese. Seguirono mesi e mesi di complicati iter burocratici (dovuti soprattutto al fatto che in Canada fossero legali le scommesse sportive), ma nel 1995 l’idea del commissioner David Stern divenne realtà.

A Vancouver vennero fondati i Grizzlies che, dopo soli sei anni funestati da disfatte sportive e sciagure dirigenziali, furono spediti senza alcun rimpianto a Memphis, mentre una seconda franchigia fu creata nella città natale del professor Naismith (colui che inventò il basket-ball), ovvero Toronto.

L’idea iniziale della cordata di proprietari della neonata franchigia era quelle di riportare in vita i Toronto Huskies, una squadra ‘maledetta’ che disputò la stagione inaugurale dell’allora Basketball Association of America (nonché la prima partita in assoluto di quella che diventerà la NBA, il 1° Novembre 1946, in casa, contro i New York Knicks) prima di sciogliersi per bancarotta.

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Il logo originale dei Toronto Huskies

 

Scaramanzia a parte, si ritenne che il logo degli Huskies avrebbe richiamato troppo esplicitamente quello dei Minnesota Timberwolves, perciò fu chiesto ai tifosi, tramite un sondaggio, di trovare un nome e un simbolo alla squadra.

Il livello di ‘ignoranza’ raggiunto da quel concorso non ha eguali nella storia dello sport: Scorpions, T-Rex e Tarantulas sono solo alcuni dei nomi proposti dalla gente, ma alla fine a vincere fu Raptors.

Il logo scelto, con il celebre dinosauro che palleggia, rispecchia alla perfezione quel periodo di storia NBA, quello del razzo di Houston e del cavallo fiammante dei Detroit Pistons, per intenderci.
Tuttora viene dato per certo che i Velociraptor non siano mai esistiti in Canada, per cui la scelta dei fan di Toronto è unicamente riconducibile alla dilagante dino-mania scatenata dal film del 1993 “Jurassic Park”, diretto da Steven Spielberg e tratto dall’omonimo romanzo di Michael Crichton. Fatto sta che la scelta era stata fatta: a partire dalla stagione 1995/96 la NBA avrebbe accolto i Toronto Raptors!

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Il primo logo dei Toronto Raptors

In attesa dell’expansion draft la dirigenza, guidata (in veste di general manager) nientemeno che dal neo-ritirato Isiah Thomas, si mise al lavoro per formare il roster della squadra. Come capo-allenatore fu ingaggiato un ex assistant coach di Thomas ai Pistons, Brendan Malone, mentre il primo giocatore della storia dei Toronto Raptors fu…un italiano, Vincenzo Esposito!

Esposito
Vincenzo Esposito in azione contro Craig Ehlo degli Atlanta Hawks

 

 

 

Mentre in Italia spopolavano le maglie numero 4 dell’ex giocatore della Fortitudo (che tornò in patria al termine della stagione, senza aver impressionato più di tanto negli States), al draft 1995 tenutosi proprio a Toronto, in quello SkyDome che fu la prima casa della nuova squadra, fu selezionato Damon Stoudamire, da University of Arizona.

In un primo momento la scelta fu abbastanza criticata dai fan, ma Stoudamire disputò una grande stagione, venendo eletto Rookie Of The Year. L’anno di debutto non fu però altrettanto glorioso per la squadra, che chiuse con il misero record di 21 vittorie e 61 sconfitte.
Se a Vancouver, però, le cose andarono male fin dall’inizio e non migliorarono mai, sull’altra costa canadese Thomas e soci costruirono in breve tempo una squadra giovane e talentuosa.

Nel ricchissimo draft 1996 (quello di Iverson, Kobe, Nash e Ray Allen, tra gli altri), i Toronto Raptors chiamarono il centro Marcus Camby, che andò a formare con Stoudamire una delle coppie più spumeggianti della lega.

L’anno successivo, al termine di un’altra stagione perdente, ma in leggera crescita (30W-52L), la scelta ricadde su un giovane talento proveniente da Mt. Zion Chirstian Academy, una high school del North Carolina. Il suo nome era Tracy McGrady, e qualche anno più tardi si sarebbe affermato come uno dei più grandi fenomeni della sua generazione.

Il debuttante T-Mac non brillò più di tanto nel suo rookie year e nel frattempo la squadra, complici numerosi infortuni e una serie di turbolenze societarie che portarono alle dimissioni di Thomas e alla cessione di Stoudamire a Portland, sprofondò all’ultimo posto della Eastern Conference.

E’ risaputo che nella NBA (come nelle altre leghe sportive americane) una stagione fallimentare può portare ad una grande svolta. Ed è esattamente quello che accadde a Toronto.
Camby venne ceduto ai Knicks in cambio del veterano Charles Oakley, ma soprattutto, al draft 1998 venne scelto con la quinta chiamata un lontano cugino di McGrady: tale Vince Carter da North Carolina.

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Tracy McGrady e Vince Carter

Il nuovo arrivato si affermò da subito come uno dei giocatori più spettacolari in circolazione, soprattutto grazie alle sue inimitabili schiacciate, e ben presto diventò il leader assoluto della squadra. Lui e T-Mac divennero inseparabili, e con il super difensore Doug Christie formarono le fondamenta su cui costruire un team vincente.
Un team che avrebbe indossato un’altra maglia, però, visto che al termine della stagione 1998/99, in cui i playoff furono solo sfiorati (decimo posto ad Est), si optò per un drastico cambio di stile.

Per accogliere il nuovo millennio, le iconiche maglie che avevano segnato l’inizio della storia della franchigia vennero sostituite da divise più “sobrie”, con cui i Toronto Raptors iniziarono la loro caccia ai piani alti della Eastern Conference (arrivando fino ad un’epica gara-7 persa contro i Philadelphia 76ers di Allen Iverson nel 2001) e con cui Carter alzò l’asticella dello Slam Dunk Contest (nel 2000) ad un livello mai più raggiunto.

In fin dei conti, quei Toronto Raptors non ottennero mai risultati clamorosi, soprattutto in quei coloratissimi Anni ’90; di sicuro, però, furono una delle squadre più spettacolari ed elettrizzanti della lega, e quelle maglie con il dinosauro che palleggia divennero presto un autentico cult.

Nella stagione 2014/15, in avvicinamento al ventennale della franchigia, le “gloriose” divise vennero rispolverate per alcune partite dai nuovi Toronto Raptors, quelli guidati sul campo da Kyle Lowry e DeMar DeRozan, come tributo ad uno dei più grandi simboli di una NBA che non c’è più.

2014 Raptors
I Raptors 2014/15 con le divise “Throwback”

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