Poco più di otto mesi fa, Carmelo Anthony veniva operato al ginocchio sinistro. Sabato sera, alla terza partita di regular season, il numero 7 dei Knicks è riuscito a sfoderare una prestazione super contro i Washington Wizards, segnando ben 37 punti che hanno permesso alla squadra di vincere e di ottenere la seconda vittoria in campionato.
Per New York si tratta della seconda vittoria in trasferta in questa stagione: lo scorso anno i successi fuori casa furono solamente 7 in tutto l’anno.
Melo ha concluso con un 11 su 18 dal campo (di cui 8 consecutivi ad un certo punto della partita) e 4 su 5 da tre punti. “E’ stato uno di quei giorni in cui le cose hanno funzionato, anche prima della partita e stamattina durante lo shootaround. Era uno di quei giorni in cui funzionava tutto” racconta la star dei Knicks.
New York è riuscita a giocare una partita di qualità contro i Wizards, ottenendo un importante vittoria per la classifica. Pochi mesi fa Jared Dudley aveva attaccato Melo, ritenendolo il giocatore più sopravvalutato della lega. A quanto pare la stella dei Knicks legge le notizie.
Carmelo, on Jared Dudley's comment abt him being most overrated player in NBA: "It got back to me… I had this gm circled on my calendar."
— Chris Herring (@Herring_NBA) November 1, 2015
L’altro protagonista per i Knicks è stato Langston Galloway, autore di una prova maiuscola con 14 punti e 7 rimbalzi. La sua prestazione è stata notata anche dai compagni di squadra, come dimostrano le parole di Melo nel post partita
Melo: "That's the Langston we know, the Langston we fell in love with. He came up with big shots, big plays. He was a big part of this win."
— charlie widdoes? (@charliewiddoes) November 1, 2015
Galloway, già protagonista lo scorso anno di un’ottima stagione, si sta confermando, rivelandosi un sesto uomo di grandissimo impatto, cosa che i Knicks non trovano dai tempi di JR Smith nel 2012-2013. La sua presenza difensiva ha aiutato nel primo tempo, quando Beal e Wall stavano per prendere il sopravvento sulle altre guardie newyorkesi. Ad oggi, il numero 2 è il miglior play a disposizione per coach Fisher, sia a livello difensivo (Vujacic e Calderon malissimo), sia in fase di esecuzione, dove è stato responsabile solamente di 1 delle 18 palle perse della notte scorsa.
Riguardo le altre guardie, tralasciando Calderon (….), buona prestazione di Vujacic, che nonostante una brutta serata al tiro (2 su 10 dal campo), ha preso 6 rimbalzi e fornito 4 assist, mostrandosi migliore in difesa migliore rispetto allo spagnolo. Il giocatore sloveno sta facendo il suo lavoro, nonostante lo scetticismo con cui è arrivato.
Per quanto riguarda Jerian Grant invece, questa è stata la prima serata in cui il giovane rookie è andato sotto, senza mezzi termini. I difensori dei Wizards hanno chiuso ogni suo tentativo di penetrazione e intercettato i suoi tentativi di passaggio: il ragazzo è ancora giovane e non c’è motivo di scalpitare per vederlo sin da subito titolare nella first unit.
Il match è stato molto fisico, con ben 62 falli e 3 tecnici chiamati: la partita, per essere di regular season, ha subito moltissime interruzioni, arrivando a durare alla fine ben 2 ore e 38 minuti.
“La natura fisica di questa partita ha mostrato il meglio di quello che Melo sa fare” spiega un soddisfatto coach Fisher “C’era un equilibrio in tutto quello che ha fatto”.
I Wizards hanno invece fallito la possibilità di portarsi sul 3-0 ad inizio stagione, cosa che non succede ormai dal 2005-2006. Per Washington non sono bastati i 26 punti (di cui 22 nel secondo tempo) di Bradley Beal e 25 di John Wall.
Per Otto Porter, che si è trovato ad avere a che fare con Melo, è stata una serata da incubo “E’ tutta una questione di ritmo. Una volta che lo trovi, diventa difficile per la difesa. Melo è un giocatore diverso quest’anno”.
Per Washington coach Wittman è arrivato durante il secondo quarto: il motivo del ritardo era legato al fatto che il coach prima si trovava a Minneapolis insieme alla famiglia di Flip Saunders, con cui aveva lavorato insieme sia ai tempi dei Twolves sia con i Wizards, prima di sostituirlo quando Saunders decise di tornare a Minneapolis “Lui mi avrebbe voluto qui ad allenare. Non avrebbe voluto che mi allontanassi dalla partita, ve lo posso garantire. Ho trascorso una buona giornata con la sua famiglia e ho potuto stare un po’ con loro, ma è stata una giornata difficile”.
https://www.youtube.com/watch?v=xVVTVMB1zt4

