Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsHouston RocketsTre considerazioni su Houston Rockets vs Oklahoma City Thunder

Tre considerazioni su Houston Rockets vs Oklahoma City Thunder

di Filippo Scalco
Westbrook Harden

Mancanza di difesa

Cominciamo subito a parlare dei temi della partita cominciando dalla franchigia dell’Oklahoma che non è riuscita a contenere l’immensa potenza offensiva dei Rockets. A fronte di un attacco che ha funzionato in maniera ottima la difesa non è stata altrettanto capace, concedendo troppi canestri semplici nel pitturato ai lunghi dei Rockets. Nonostante i Rockets abbiano tirato in maniera eccezionale da oltre l’arco (20/39 a fine gara) una delle chiavi della vittoria della squadra di D’Antoni è stata soprattutto la predominanza nel pitturato, con Nenè e Capela che hanno stravinto il duello con Adams e Kanter, incapaci di difendere il ferro in maniera decente. Osservando le statistiche, notiamo che il centro neozelandese abbia permesso ai suoi avversari di tirare con l’83% dal campo con 10 canestri a fronte di 12 tentativi. Un dato imbarazzante se pensiamo che la più grande qualità del lungo di Oklahoma City, evidenziatasi soprattutto agli scorsi playoffs, sia la difesa. Non sono stati da meno Kanter e Sabonis che hanno concesso ai loro avversari di mandare a segno 7 canestri su 8 combinati, medie sconcertanti. Se le due squadre dovessero incontrarsi al primo turno dei playoffs, come è probabile che sia ad oggi viste le posizioni in classifica, servirà una difesa ben diversa da quella mostrata ieri sera al Toyota Center per cercare di fermare la corazzata guidata da James Harden

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Oladipo e Adams

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