Giusto lo scorso lunedì, Derrick Rose annunciava di non voler abbandonare la pallacanestro e tornava tra le fila dei Cleveland Cavaliers, per la gioia di tutto l’ambiente NBA; la situazione però è lontana dal trovare una risoluzione positiva per tutti. Per la sua caviglia Derrick Rose ha sempre temuto il peggio e forse il peggio è arrivato: uno sperone osseo formatosi alla gamba sinistra tormenta D-Rose e la sua serenità, come ha dichiarato lui stesso in una conferenza stampa proprio ieri.
Inoltre, più passano le ore, più i contorni della vicenda si fanno indefiniti: secondo Dave McMenamin di ESPN, fonti vicine ai Cavaliers avrebbero confermato che sulle condizioni della sua caviglia Derrick Rose fosse già informato da prima della firma con la nuova squadra, aprendo di conseguenza le porte ad uno scenario che vedrebbe i Cavs al corrente della situazione fin da subito, ma ciononostante volenterosi di firmare D-Rose. Secondo la versione ufficiale invece, la franchigia di Cleveland è venuta a conoscenza della presenza dello sperone osseo a stagione ormai iniziata, in data 20 ottobre, per la gara contro i Milwaukee Bucks dopo la quale Rose ha dovuto affrontare il primo stop stagionale.
Non è chiaro quindi se l’operazione per rimuovere il problema fosse già un’opzione contemplata nella preseason 2017-18; né è stata fatta chiarezza su come (e se) questo disturbo alla caviglia Derrick Rose lo stesse già trattando. Quello che Rose ha dichiarato in conferenza stampa, è che ce la metterà tutta per arrivare alla fine della stagione senza affrontare l’operazione, programmata per la fine di questa annata (dolore permettendo) durante cui verrà costantemente rivalutato. Tutto ciò va inserito nel quadro generale in cui l’ex Bulls e Knicks ha comunque realizzato 14.3 punti, 2.6 rimbalzi e 1.7 assist di media in 7 uscite totali, il che rende la vicenda ancor più paradossale. Sarà per la sua “abitudine” alle difficoltà, o forse perché ormai un po’ tutti ci sentiamo vicini a lui, ma l’avvio di stagione di Rose non dava certo da pensare che il più giovane MVP della storia potesse ritrovarsi a vivere un nuovo, lungo incubo.

