Doppia vittoria dello Slam Dunk Contest, medie importanti e una certa maturità in fase di acquisizione; poi, il buio: crociato anteriore sinistro lesionato. È da febbraio scorso che l’uomo volante Zach LaVine non si libra verso il ferro, fermo all’hangar prima con i Minnesota Timberwolves e poi anche con i Chicago Bulls a seguito della trade che ha coinvolto Jimmy Butler. Ora però, è tempo di fare rapidamente il check-in.
Il decollo è previsto per sabato, quando i Chicago Bulls ospiteranno i Detroit Pistons allo United Center, stando a quanto dichiarato da Jim Paxson, executive VP of basketball operations, a K.C. Johnson del Chicago Tribune. Coach Fred Hoiberg impiegherà la guardia riducendo il più possibile l’impatto fisico, dato che per questo ritorno Zach LaVine ha sì lavorato sodo, ma non può certo rischiare un rientro a pieno regime. Come precisato da Paxson, il giocatore verrà tenuto sotto minute restriction e potrà disputare un totale di 20 minuti in campo, precauzione doverosa; inoltre verrà discusso tra Paxsons, Hoiberg e l’associate head coach Jim Boylen se impiegare LaVine dall’inizio o se farlo subentrare dalla panchina.
Extremely happy to get out here and play again man! Been a long time coming but IM BACK now?
— Zach LaVine (@ZachLaVine) January 9, 2018
È prevedibile che in vista del ritorno Zach LaVine da un lato possa non essere al meglio della forma ma dall’altro voglia iniziare subito a cementare diverse connessioni sul campo con i nuovi compagni; a confermare questa voce, la richiesta ai Bulls di rientrare già ben due mesi fa e i recenti risvolti tra allenamento e operazioni per il recupero della condizione. LaVine è stato costretto ad abbandonare improvvisamente la stagione scorsa con medie relative ai tre anni con i T-Wolves di 13.7 punti, 2.9 rimbalzi e 3.2 assists con il 44.5% dal campo, fin dalla scelta al draft 2014 (la numero 13). Con i Chicago Bulls al 13° posto in classifica ad Est (14-27), Zach LaVine farebbe sicuramente il paio con la finalmente palesata rivelazione Kris Dunn, per ridare vigore ad un backcourt che potrebbe scuotere più che qualche coronaria. Allacciate le cinture di sicurezza.

