Sono passati già dieci anni da quando la città di Seattle ha dovuto salutare la propria franchigia di pallacanestro, i SuperSonics, per vederla trasformarsi nei Thunder ad Oklahoma City. Una ferita aperta per tutti i tifosi smeraldo che hanno visto tramontare un’era di battaglie e grandi nomi. Adesso, per la NBA Seattle potrebbe tornare un nome caldo: Oak View Group, l’organizzazione che ha già fatto un’offerta per fondare una squadra di NHL nella Emerald City, farà di tutto per convincere la lega a riportare in auge la pallacanestro in città.
Con hockey e NBA Seattle alla ribalta. I vertici di Oak View: “Lotteremo”
I più nostalgici saranno lieti di sapere che la vecchia casa di Shawn Kemp e Gary Payton potrebbe tornare a splendere. Non è un segreto che Rain City sia nel mirino del commissioner Adam Silver qualora si dovesse provvedere ad un’espansione della lega in altre aree d’America. Il vero nodo è su tempi e modalità: al momento Silver considera l’allargamento dei confini inevitabile, ma non per questo da realizzare in fretta e furia. Ma i vertici di Oak View Group, il CEO Tim Leiweke, il banchiere David Bonderman e il produttore cinematografico e televisivo Jerry Bruckheimer (serie TV “CSI”), non hanno intenzione di lasciarsi sfuggire l’occasione. Le parole di Bonderman ad ESPN, alla domanda sull’intenzione di fondare una franchigia:
La risposta è ‘assolutamente sì’. Se dovesse venir fuori l’interesse della NBA per una nuova franchigia, vogliamo esser lì a lottare perché sia Seattle.
Forte del fatto di poter contare sull’aspetto organizzativo, il gruppo conta di riuscire a far riavvicinare alla NBA Seattle con professionalità. “Ci stiamo impegnando per rendere certezze vari aspetti”, dice il CEO Leiweke, “ovvero che il palazzetto, tutti i nostri contratti e tutte le nostre partnership siano strutturati in modo da massimizzarne il valore”.
Il business aziendale incontra la voglia dei tifosi
I discorsi prettamente economici delle “teste pensanti” della cordata interessata a Seattle, non rendono abbastanza l’idea di cosa significherebbe per i tifosi riavere pallacanestro di livello tra le mura casalinghe. Con la NBA Seattle ha avuto un rapporto viscerale, dal 1967 al 2008, con un titolo nel 1979. Perciò non ha affatto gradito l’allontanamento della franchigia dei Sonics dopo tutto ciò che per essa la città aveva rappresentato e viceversa. Non è raro trovare, in giro per i palazzetti dove i Thunder si recano di volta in volta, cartelloni che gridano alla rob (rapina) da parte di OKC. Facendo leva su questo orgoglio cittadino, quelli di Oak View si sono già lanciati per una chance (da 10 milioni di dollari di anticipo) in NHL, offerta con concreti margini di successo. E siamo abbastanza sicuri che Seattle non abbia ancora detto tutto nemmeno nel mondo della pallacanestro.
– Resta collegato anche sul nostro canale YouTube, live video ed approfondimenti sul gioco più bello del mondo.

