Kyrie Irving e Gordon Hayward. L’ex GM dei Cavs David Griffin racconta: Kyrie aveva convinto Gordon Hayward a firmare con i Cavs prima dell’arrivo di LeBron.
Griffin, general manager della franchigia dell’Ohio dal 2014 al 2017, ha rivelato il retroscena durante un intervento radiofonico con un’emittente di Cleveland. La notizia è apparsa per prima su Cavs Nation, e ripresa da nbcsports.com
Secondo Griffin, nell’estate 2014 Irving aveva reclutato con successo Hayward, Trevor Ariza e Channing Frye. Il tutto prima che LeBron decidesse di tornare a casa, e cambiare tutto quanto.
L’anno scorso, lo stesso Hayward, durante una conferenza stampa pre-stagionale (si era in agosto), aveva raccontato della sua visita a Cleveland nel 2014. L’ex Butler Bulldogs era diventato restricted free agent, e Cleveland era una delle destinazioni possibili.
“Andai in visita a Cleveland da free agent nel 2014, arrivò Kyrie e mi disse quanto gli sarebbe piaciuto avermi in squadra. Di fatto mi stava reclutando. Poi arrivò James e… rovinò tutto!”
– Gordon Hayward scherza su Kyrie Irving e Cleveland –
Kyrie Irving e Gordon Hayward, l’estate 2014 dei Cleveland Cavs
L’aneddoto svela dunque un “fil rouge” tra la point-guard ex Cavs e l’all-star 2017 in maglia Utah Jazz, e ci dice qualcosa in più riguardo alla scelta di Irving di lasciare l’Ohio e l’ombra – per quanto gradevole – di LeBron James.
Riavvolgendo brevemente il nastro della off-season 2014 dei Cavs, vale la pena ricordare come Kyrie si fosse impegnato formalmente ad estendere con Cleveland prima dell’arrivo di James. Irving aveva accettato in pieno il ruolo di giocatore franchigia, mettendosi a disposizione del management per reclutare i migliori free agent e guidare la sua squadra sul campo. Hayward, Ariza e Frye sarebbero stati parte del supporting cast dei nuovi Cavs.

Kevin Love, Kyrie Irving e LeBron James.
La storia, come sappiamo, andò diversamente. LeBron tornò a casa (12 luglio 2014), Kevin Love lo seguì un mese dopo, arrivando da Minnesota in cambio di Andrew Wiggins. Il Big Three collezionò tre finali ed un titolo.
Eppure, in un angolo del cervello di Irving, il desiderio – l’ambizione – di essere l’uomo franchigia, di essere primo e maggior responsabile delle fortune o delle sfortune della propria squadra, è sempre rimasto vivo. Una parte del carattere di Irving, di un’indole competitiva a livelli “Bryanteschi”, ha sempre mal sopportato l’idea di essere lo sparring partner – seppur grandioso – del miglior giocatore della NBA.
A Boston, Kyrie ha ottenuto quello che desiderava. La stagione 1 è finita prima del tempo, sia per Hayward che per Irving. I Boston Celtics 2018\19 sono una squadra forte, profonda e competitiva ai massimi livelli, che chiede al proprio uomo-franchigia di condurli – almeno – alla Finale NBA.

