Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLos Angeles LakersWalton: “Ci siamo suicidati troppe volte”. Ed i numeri lo confermano.

Walton: “Ci siamo suicidati troppe volte”. Ed i numeri lo confermano.

di Giovanni Rossi
caso Luke Walton indagini

Le dichiarazioni di Walton post Wolves

Ancora un arrivo in volata per i Los Angeles Lakers, ancora una sconfitta, questa volta contro i Timberwolves.

Se contro i Trail Blazers – gara decisa a metà dell’ultimo quarto – ed i Rockets – segnata dalla rissa Ingram-Rondo-CP3 – i lacustri non sono arrivati punto a punto, nelle sfide successive LeBron James e compagni non sono riusciti a portare a casa la vittoria.

Sconfitta dopo un overtime allo Staples Center – con annessa multa a Walton – contro gli Spurs, esito analogo nella replica allo AT&T Center pochi giorni dopo. Unica eccezione, la vittoria contro i Nuggets, in back-to-back dopo la comoda vittoria in casa dei Suns.

A nulla serve avere il terzo attacco della Lega (122.0 ppg) se l’ottimo Offensive Rating – 113.0, settimo assoluto – crolla negli ultimi quarti a 104.6 – 22° nei soli 4Q -, per un Net Rtg pari a -8.7.

Al termine della gara del Target Center, coach Luke Walton non può che constatare l’amara realtà:

Abbiamo giocato abbastanza bene per poter vincere parecchie di queste gare, ma ci siamo suicidati troppe volte.

Il campione è limitato ed ogni giudizio lascia il tempo che trova, però avere un Net Rtg (-0.3) migliore di quello di Pistons (4W, 1L), Spurs (4-2) e Timberwolves (3-4) è un indizio su come l’approccio lacustre non sia costante per tutti i 48 minuti.

Ho detto questo ai ragazzi: nessuno si dispiacerà per noi. Tocca a noi capirlo ed iniziare a vincere gare come queste.

Walton post Wolves, siamo stati troppo soft

Che sarebbe stata una serata dura lo si è capito fin da subito: il non irresistibile attacco di Minnie ha segnato 36 punti…

Non penso che fossimo pronti mentalmente all’inizio della gara. Credo che abbiamo iniziato il match troppo soft in difesa.

…complici le 8 perse commesse dai gialloviola:

Alcune delle perse erano dei passaggi pigri. Abbiamo avuto tante opportunità per correre, ma non le abbiamo sfruttate perché abbiamo pensato solo a far girare la palla.

I Lakers sono stati troppo fallosi, provando a tappare le lacune difensive – tiri non contestati, rotazioni sui pick-and-roll, box-out, aiuti dal lato debole – con l’eccessiva foga:

È difficile vincere partite quando fai tirare 30 liberi agli avversari.

L’inefficacia difensiva ha compromesso una delle poche cose positive che i californiani hanno mostrato in questo avvio di stagione, la transizione. Gli 8 recuperi hanno generato solo 15 punti in fastbreak, contro i 25.1 (1°) complessivo registrato nelle sette gare disputate.

L’altissimo PACE – 106.42, 5° – non sempre appare la soluzione migliore, soprattutto in virtù della composizione del roster. Così come gli assalti al ferro: la produzione nel pitturato – 64.3, 1° – non può coprire in eterno il pessimo 26% dall’arco, 11% in meno di quanto concesso agli avversari.

Walton post Wolves, Ingram promosso

Dopo aver scontata lo squalifica – ed essersi scusato -, Brandon Ingram è tornato in quintetto, disputando un’ottima prestazione.

Brandon Ingram and Jimmy Butler, Los Angeles Lakers vs Minnesota Timberwolves at Target Center

Brandon Ingram and Jimmy Butler, Los Angeles Lakers vs Minnesota Timberwolves at Target Center (Ty Nowell, Lakers.com)

Walton lo ha elogiato a fine gara:

Ingram ha iniziato davvero bene. Era pronto. Ha segnato i suoi tiri, ha attaccato il ferro, ha condotto l’attacco. Peccato sia stato condizionato dai falli. Un piccolo campione, ma ha giocato bene.

…anche se il meglio Tiny Dog lo ha mostrato in difesa: contro di lui, il game-winner Jimmy Butler ha realizzato 8 punti in 26 possessi (0,31), rispetto ai 24 punti in 44 possessi (0,44) messi a referto contro gli altri gialloviola.

Trovare la quadra nelle rotazioni – 24 le lineup schierate nella notte – sembra la sfida più impegnativa per il coach. Ora che le squalifiche sono state scontate e Lonzo Ball sta macinando minuti sul parquet, è fondamentale ottimizzare i quintetti per massimizzare le caratteristiche di ognuno.

Ed evitare le scene in cui Rondo e Lance gestiscono il possesso mentre Zo aspetta negli angoli o quintetti estremi che passano da zero a cinque atleti capaci di creare dal palleggio.

Vedremo il film della partita e cosa è successo. Ma non è una cosa che decideremo adesso.

Il tempo stringe, LeBron ha iniziato a manifestare qualche titubanza mentre i più fantasiosi vedono già all’orizzonte stagliarsi l’ombra di Tyronn Lue sul futuro di Walton.

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